Zan Zan Zan le belle rane

Insomma del ddl Zan non se ne è fatto niente. Col voto segreto la presunta maggioranza sbandierata da Letta è andata in frantumi. Pari pari alla Regione Basilicata, dove in commissione sono d’accordo tutti e poi quando si deve votare se la squagliano. La politica italiana è un mistero indecifrabile. O è di una semplicità basica. Sarebbe indecifrabile se i comportamenti fossero dettati da problemi di coscienza, convinzioni politiche, principi inderogabili, e non mi sembra il caso. Sarebbe semplice come un’addizione fra due numeri a una cifra inferiori al cinque, se alla base ci fosse la lotta di quartiere fra bulli, il conflitto per il conflitto, il braccio di ferro fra fazioni opposte.

E questo sarà il caso.

Mentre Draghi amministra (non governa, amministra, perché per governare ci vuole la politica), loro giocano al tiro alla fune con gruppi di parlamentari che, mascherati, a volte tirano da una parte e a volte dall’altra. Magari ci sta pure che la pretesa di piantare una bandierina porti a comportamenti adolescenziali, ma quando si tratta di diritti civili, beh, sarebbe auspicabile un comportamento più maturo: una bella e franca discussione, un bel dibattito pubblico, con i temi approfonditi, da parlamentari colti e che abbiano studiato, semmai anche con un linguaggio appropriato, tiè, ricco, pure un tantino ridondante, professorale, ma tipico di chi è padrone della materia, per approdare a una scelta seria, anche attraverso un voto, ma senza giocare a fregarsi. Come suggerirebbe un livello di istruzione e di educazione quantomeno medio.

Invece vince la caciara.

Letta non ha fatto a tempo a vincere (si fa per dire) le elezioni e a finire di brindare al trionfo (!) che si è beccato questo sonoro ceffone in faccia. E non sono schiaffi che faranno crescere, non ci piove. Continuerà a girare attorno ai veri problemi degli italiani che continuano a essere sempre più problemi di sopravvivenza (ma lui non lo sa o fa finta di non saperlo), anche se la vulgata dice che stiamo crescendo.

A proposito di crescita. Lo Stato italiano, e mi piacerebbe sapere cosa accade in merito all’estero, ha speso ben 50 milioni nel 2020 e 20 milioni nel 2021 per sponsorizzare le misure anti-covid e gli sforzi del governo per uscire dalla crisi. Tipo lavaggio del cervello che, se per l’uso delle mascherine ci sta tutto, per autocelebrarsi non ci sta per niente. Ora sarebbe il caso di approfondire se si è trattato di veri e propri spot, tipo un bel giovane che monta su un monopattino cantando “meno male che Draghi (o Conte) c’è”, sulle note della canzone di Berlusconi che veniva cantata, nei video, da tutti, cioè dal manovale alla donna in carriera, se non anche di una forma di messaggistica subliminale, tipo giudizio espresso nell’arco di una discussione in un talkshow. Se fosse così sarebbe, forse, e lo dico sommessamente, gravissimo. Cioè, vero e proprio lavaggio del cervello concordato fra Stato e media, non giustificato neanche dalla pandemia. Perché così facendo si esclude un chiaro dibattito e, evidentemente, si centellinano le presenze di chi ha un pensiero diverso. Si chiamerebbe manipolazione, accadesse da qualche altra parte.

Poi la regia prevede la manovra distrazione, con la sceneggiata del decreto Zan e le finte risse fra zoticoni pagati dagli italiani non certo per fare rumore e solo rumore, col risultato, temo voluto, che una questione di diritti civili viene trattata come un derby di calcio e neanche dei migliori.

Che dire, beh, complimenti a tutti, e saluti alle signore.

Ringraziamenti: a Enzo Iannacci per il titolo, a Zan per la distrazione, a Berlusconi per “meno male che Silvio c’è”, a Draghi per aver dato la giusta dimensione ai nostri sedicenti politici.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Torna su

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi