Una mascherina per ogni virus

Che non si dica che Potenza non è all’avanguardia nella lotta al covid! Quindi le feste di Natale, in centro, le trascorreremo mascherati. Anche quando, di lunedì, per esempio, alle ventuno e trenta, per via Pretoria c’è solo chi porta a passeggio il cane e qualche altro amante del rumore che le suole delle scarpe fanno sul pavimento bagnato. Una misura di prevenzione ineccepibile. Che prova, oltre l’immaginazione più fervida, quanto sia stato utile vaccinarci e munirci di green-pass.

Cioè, mascherarci all’aperto, in una strada anche deserta per larghi tratti della giornata, tutti vaccinati, col passaporto sanitario che non serve sostanzialmente a una cippa, ha del raffinato. Una prudenza radicale. Suggerirei, anche, di disinfettare le mani a Porta San Giovanni e Porta San Luca, con particolare attenzione al dorso delle mani che, ormai, servono per salutarsi.

Di conseguenza non si potrà neanche fumare o bere una birra, perché questo significherebbe sfilarsi la mascherina e, dopo aver evitato il contagio anche coi fantasmi, contagiarsi per una sigaretta sarebbe il massimo dell’idiozia.

Le forze dell’ordine sono allertate. I controlli saranno a tappeto. Come quando si combatte il commercio di droga, per esempio, davanti alle scuole, dove conti un poliziotto ogni tre studenti.

Io dal divieto in poi, però, ho percorso via Pretoria diverse volte, ma non ho visto un vigile, un carabiniere o un poliziotto, forse erano in incognito, mascherati da bischeri qualsiasi.

Ma potremmo, in un rigurgito di senso della cittadinanza, sentirci tutti un po’ forze dell’ordine e procedere a multare, arrestare o soltanto scortare fino al palazzo del Sindaco quelli che non rispettano la norma. Tutti in una processione della legalità, mascherati, ma con lo sguardo e la mascella contratta di chi ha un obiettivo e lo vuole perseguire.

Combattessimo così il fenomeno della raccomandazione saremmo una città modello. Perché forse non è noto, ma anche il virus della raccomandazione si contagia. Per evitarlo non esistono vaccini, ma potremmo usare la mascherina, una mascherina speciale, con la bilancia della giustizia da un lato e un paio di manette dall’altra, o con su scritto “io non mi faccio raccomandare”. Sai che rivoluzione. Da Colombo in poi, cioè dal 46 in avanti, la popolazione dei raccomandati a Potenza pare abbia superato il 61 %, secondo calcoli fatti un po’ alla buona, ma attendibili. Si è proceduto così: ogni cittadino contava gli amici e fra questi ricontava i raccomandati. L’esperimento è stato condotto su un numero di persone importante, divisi per rione di residenza, data di nascita e tessera di partito o comparizio, che rimane termine dialettale, ma stiamo parliamo di Potenza e non abbiamo l’ardire di essere compresi a Falconara.

Le mascherine potrebbero essere usate una sull’altra, di modo che l’una sostenga e supporti l’altra, in una reciproca collaborazione che debelli i due virus o quanto meno li tenga lontani.

Ah, le sanzioni! Dimenticavo. Beh, stavolta ci sentiremo cristiani e sarà previsto il condono per le raccomandazioni ormai diritti quesiti e il perdono per le prime tre correnti. Alla quarta scatterà l’ammonimento.

-E vabbè, così non verrà debellata la raccomandazione, però!

-Cazzo hai capito. Quella non si può debellare, è fisiologica, costituzionale, organica, è giusto per far vedere.

-Ah, meno male, fiu, già tremavo.

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Luciano Petrullo
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