Sprecare è bello

Esiste un capoluogo di regione, in Italia, in Basilicata, appollaiato su una montagna che è come un panettone. Facile che il suo traffico si intasi, perché le strade non sono ampie, sono tortuose e i punti di maggior frequentazione soffrono il passaggio per snodi che sono come imbuti. Ragion per cui, negli anni, la politica ha pensato di attrezzarla attraverso servizi pubblici verticali che, partendo da tre diversi punti a valle della città, portano tutti in centro, che è magnificamente posizionato in cima al panettone.

Si chiamano scale mobili e una di esse porta anche il più impegnativo nomignolo di ponte attrezzato, che, ritengo, le residui da un’idea mai realizzata.

Per quanto comode e a poco prezzo, il potentino, però, preferisce usare l’auto, nonostante debba affrontare una quotidiana battaglia per il parcheggio. E le scale mobili rimangono desolatamente vuote.

Come un luna park con la ruota che gira anche senza un cliente.

Vuoti girano anche i bus cittadini, a dimostrazione del fatto che il potentino e i mezzi pubblici sono nemici per la pelle.

Anche i giovani studenti, per quanto prossimi alla maggiore età, non usano i mezzi pubblici: per andare a scuola preferiscono che il genitore faccia da autista e alla sera del fine settimana non li usano perché le scale mobili chiudono prima che finiscano le loro serate.

A pensarci uno spreco immenso.

A pensarci ancora un tantino forse il servizio non è comodo.

Certo è che le amministrazioni che si sono succedute non sono riuscite mai a liberare il traffico e a rendere il servizio pubblico desiderato e usato. Né pare si pongano il problema. Ovvero, se se lo pongono, non sanno risolverlo. Il colore del governo cittadino non ha mai fatto la differenza in questa gara a chi è più incapace.

Avrebbero potuto immaginare, per esempio, un servizio extra studiato per i ragazzi che escono da scuola, o a un particolare servizio per il fine settimana. Puntuali, invece, i bus che provengono dalla provincia entrano in città e intasano il traffico in orari chiave, anche se è da quando giocavo a pallone in piazza Prefettura che si parla di evitarne il passaggio in città. Eppure sono state create delle stazioni proprio per loro.

Il quadro è completato da un servizio di semafori e paline acquistato e non funzionante e da lavori in perenne corso, se non in cantieri che semplicemente stanno, e di buche che celebrano i compleanni.

Non voglio affrontare il problema della raccolta dei rifiuti, né tanti altri, per oggi basta pensare ai servizi pubblici che costano un occhio della testa e non li usa nessuno. Alla fine mi chiedo se non sia il solo a pormi questo problema. Probabile, però, che in Comune esista una squadra superattrezzata che sta studiando il problema e come risolverlo con meticolosa e chirurgica abnegazione e che sia prossimo un piano del traffico sbalorditivo, roba che i potentini finiranno per vendere le utilitarie per affollare le scale mobili, che questa squadra abbia bisogno di tempo e che sarebbe perfido non concederglielo. Ma se così fosse è gradito un cenno di riscontro, anche in codice, tipo un tweet con scritto solo “vi leccherete i baffi” e la cittadinanza capirà, e aspetterà, anche altri 5 o 6 anni, o sette, meglio abbondare, perché quando si intravede la meta la strada diventa più lieve.

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Luciano Petrullo
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