Signori si nasce

Ma cosa vi immaginate faccia un politico, per esempio regionale, dalla mattina alla sera? Una persona di media cultura, sufficientemente intelligente, di qualsiasi segno zodiacale sia, potrebbe pensare che impiega il suo tempo a escogitare formule più o meno complicate perché il territorio che rappresenta progredisca. E giù risate. Infatti non è così che passa le sue giornate.

Più reale appare l’ipotesi che li mostra davanti lo specchio a chiedere, retoricamente, chi sia il più bravo dell’agone politico e, detta così, mi riferisco all’agone, sembra quasi una cosa importante. Ma non lo è, perché parliamo di vanità, solo di vanità e l’agone politico altro non è che un gruppo di persone che lambiscono la vera politica con la leggerezza di una piuma, senza entrarci mai dentro davvero, pur sfruttando le opportunità, specie se economiche, che offre.

Esagero, vero. Una piuma è troppo pesante rispetto alla lievità dei nostri eroi che, forse per non disturbarla, dico la politica, ne fanno regolarmente a meno, o fanno uso di un suo surrogato sintetico.

E non si confonda l’abilità a creare e coltivare filiere col fare politica, ché rimangono ancora cose diverse. Quindi, dato da mangiare alla vanità, il nostro ipotetico eroe fa anche altro. Ha una squadra, per lo più pagata dagli elettori, che provvede a sbrigargli il lavoro, ma lui deve dare gli ordini, e quindi dare l’elenco delle telefonate da fare, le ricerche per l’intervento, se non il discorso vero e proprio, pubblicare post e foto che lo ritraggono in piena attività, come stringere una mano, sorridere in maniera ebete, o addirittura scrivere o leggere, meglio però guidare o guardare, illuminandosi, I’infinito, i più operosi, però, o i più tirchi, queste cose se le fanno da soli, occupando così buona parte della giornata.

Poi ci sono le riunioni, di partito, di commissione, al bar o le colazioni di lavoro, per raccogliere una lamentela, una richiesta (che palle), sorridere (questo sempre perché dà fiducia) e contare su un voto in più. Talvolta ascoltano il resoconto che un loro collaboratore gli fa della tale legge o del tal disegno di legge, per lo più annuendo significativamente, ma pensando ad altro.

Poi arriva il fine settimana, utile per farsi vedere in giro, mai da soli, è una regola, ma con uno o due tirapiedi a mò di scia, che fa, questo sì, tanto politico.

Ho scherzato, è vero. I nostri politici sono una cosa seria. Non tutti, beh, no, ma molti sì, diciamo almeno ehm …. aspettate che li conto …. uno …. ehm …. due ….. ehm …. tre …. e gli altri ora mi sfuggono, dai, ma ci sono, ellapeppa!,  se ci sono. Insomma che dire, un piccolo esercito di formiche laboriose, anzi, visti i voli pindarici nei quali si avventurano, diciamo un piccolo esercito di api al servizio dell’alveare. Che siamo noi. Sì. Serviti e riveriti. Caspita che culo. Signori si nasce e noi tali nascemmo.

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Luciano Petrullo
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