Screening oncologici? L’organizzazione può attendere

di Carmine Croce, Commissario PD Potenza

Ancora una volta l’assessorato regionale alla Sanità si fa notare per inefficienza. Così dopo tutti gli errori nel periodo Covid, con ritardi ed improvvisazioni nella fase iniziale vaccinale e le ancor più gravi carenze nella fase centrale della pandemia, ora siamo ai danni post Covid. In Basilicata abbiamo registrato una riduzione degli screening oncologici di oltre il 60%. Ovviamente questa riduzione avrà effetti gravi e in misura non prevedibile nei prossimi anni. Non è possibile non aver attinto, per inefficienza, ai fondi messi a disposizione delle regioni dal ministero della Salute per il recupero delle prestazioni non erogate causa Covid e ora, davanti a questi numeri impietosi, giustificarsi con l’assenza di risorse umane oltre che economiche. Ma ci chiediamo, chi doveva pensarci se non il dipartimento Salute?

Oltre alle mancate prestazioni ci risultano anche referti smarriti e poi recapitati con 6 mesi di ritardo con la giustificazione del cambio dell’operatore privato. Ma anche in questo caso, il coordinamento ed il controllo a chi spettavano?

A onor del vero l’operatore privato, che già al momento del suo insediamento ha trovato mesi di arretrato, ha effettuato un buon recupero delle vecchie prestazioni, mentre i ritardi sono tutti a carico dei tre organismi pubblici.

Riteniamo a questo punto necessario l’istituzione immediata di un coordinamento tra il pubblico e il privato in modo da provare a recuperare quanto più possibile le prestazioni non erogate in modo tale che i lucani non siano costretti a subire, dopo il danno, anche la beffa.

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