Sangue e merda

Il Potenza, squadra di calcio, ha subito vari fallimenti, ultimamente si è sollevata dal fango del calcio semiprofessionistico approdando in serie C, dove si è stabilizzata. Solo nei primi anni Sessanta giocò in serie B e un anno riuscì a far parlare l’Italia per un gioco frizzante, un attacco prolifico e una capacità di gestire il bilancio, con forze economiche invero esigue, con una politica di prestiti dei giocatori da parte delle società italiane maggiori.

Il Viviani aveva ancora una tribuna laterale scoperta, la curva di oggi non esisteva, ma spogliatoi e tutto il resto erano quelli di oggi.

Le maglie invernali erano di lana e ne ricordo una davvero bella, grigia con due strisce orizzontali, una rossa e una blu.

C’era un famoso tifoso che dalla gradinata assumeva una posizione a cavalcioni della ringhiera, protraendosi verso il campo con il corpo e dettando il tifo.

All’arbitro si rivolgevano epiteti come “pupo nero” o “servo della lega”, epiteti che anche i presidenti gridavano nella foga dalla tribuna.

I giocatori non avevano gli scultorei fisici di oggi, qualcuno, anzi più di qualcuno, soprattutto i cosiddetti registi, avevano qualche chilo di troppo e di davvero muscoloso c’erano solo le gambe, per lo più grosse e storte.

Arrivò in serie B vincendo due campionati di fila, azzeccando davvero tutto. I dirigenti erano professionisti che spendevano il loro tempo nel calcio rubandolo al lavoro, ma con competenza.

Ora dicono che senza soldi non si vincono i campionati e sarà pure vero, ma … forse anche no.

Racconto queste cose perché le ho vissute in prima persona, mio padre era il presidente, il presidente più vincente e il meno ricordato.

Chissà quando il Potenza ritornerà a calcare palcoscenici più importanti, chissà, forse quando anche la città tornerà a essere vivibile, come lo era prima e quando la signorilità e quella che chiamano competenza, ma che in fondo era solo conoscenza, torneranno anche in politica, perché queste cose vanno sempre assieme. Un futuro che può essere prossimo a venire o lontanissimo e forse solo immaginabile.

Diceva Formica che la politica è sangue e merda. Forse però di recente prevale e di molto la merda.

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