Renzi, l’ultimo dei politici

L’intelligenza politica di Renzi è testimoniata dalla sua irrequietezza. La sua “pericolosità” per gli assetti consolidati, dalle indagini e dai processi di cui è fatto oggetto. La sua bravura, nell’imporre strategie e tattiche nonostante un 2% di consensi. È sempre alla ribalta e risulta determinante nelle grandi svolte. Non è “statico”, ma interpreta la politica nella sua più estrema dinamicità. Non ha timori di esprimere un giudizio, è ironico, sufficientemente antipatico, talvolta impopolare. Insomma è il miglior prodotto politico degli ultimi decenni.

Il problema è che nessuno è in grado di competere con lui, quindi spesso si alleano con la speranza che la quantità sia forza. Se ce ne fosse un altro la politica italiana sarebbe migliore, perché è del confronto fra intelligenti che si nutre la politica.

Ora ha preso le distanze dal PD per il semplice fatto che questo, per pura avidità di potere, si è alleato con il M5S. Sì, quel partito che doveva abolire la casta e oggi elemosina una sedia in Rai. Sa che potrebbe attrarre un bel po’ di partiti in quel famigerato centro che di moderato, per dirla tutta, ha ben poco, se non una duttilità e una elasticità tutta tattica. Bypassa con agio la retorica destra-sinistra ed è l’unico a essersi rinnovato se non recuperato, dopo più di qualche batosta ed errori che, a ben vedere, lo hanno reso meno arrogante senza fargli perdere una certa durezza nella condotta risultando sicuramente sempre attuale.

Probabilmente è l’unico che, di fronte a Draghi, mantiene una posizione completamente eretta e non prona, come capita agli altri.

Istrionico, autoironico, vivace intellettualmente.

Aveva provato a dare ossigeno a un moribondo PD regalandogli il governo con i 5 Stelle con la speranza che se lo fagogitasse, invece il PD segna inesorabilmente il passo. È riuscito a smontare Conte in men che non si dica.

Quale sarà la sua prossima mossa? Sono curioso. E rammaricato perché di Renzi ce ne vorrebbero tre, cioè altri due, uno per la destra e uno per la sinistra. Beninteso, non è un moderato, ma questo credo sia un merito, laddove per moderato non si capisce cosa si intenda, rimanendo solo la vaga immagine di una mutanda slabbrata. Ecco, forse moderati, oggi, sono proprio quelli di cui si dice non esserlo affatto.

La moderazione non si sposa con la rabbia. E noi oggi siamo arrabbiati, sebbene ancora non totalmente consapevoli di un tanto. La rabbia va veicolata politicamente, prima che sfoci in guerriglia. Draghi non lo potrà mai fare, perché tutto è tranne che un politico. E sarebbe pure il caso di finirla coi tecnocrati. Abbiamo già dato abbastanza.

Che ritorni la politica, che Renzi, alla fine dei conti, purtroppo, è l’unico che sa praticarla.

Quanto scritto non è una reclame politica, ma solo l’impressione che traggo dal panorama attuale, senza che io sia un renziano.

Almeno finora.

1 commento su “Renzi, l’ultimo dei politici”

  1. Telesca Antonio

    Secondo me a Renzi capitera’ come a chi naviga senza un porto per troppo tempo, capita spesso che perdano la bussola, e l equipaggio si stanca che il sole batte forte.

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