Quando il letargo è salutare

Berlusconi, come svegliato da un lungo letargo, ha dichiarato che “un eroe è chi blocca un treno per Auschwitz, non un porto per il Green pass”. Detto fra noi, poteva continuare il letargo. La sua dichiarazione è offensiva per gli ebrei e riesce a esserlo anche degli scioperanti contro il green pass. Cionondimeno si sprecano, anche sui social, i complimenti per il cavaliere che, da quando non governa più e può aiutare la maggioranza a tener a bada la destra, pare sia diventato di colpo il più grande statista degli ultimi vent’anni.

Non è più, d’incanto, il losco personaggio sempre sotto processo, il laido vecchietto a caccia di signorine accomodanti, il corruttore di magistrati, il colluso con la mafia, il pluricondannato e chissà cos’altro dimentico.

Vero è che sembrano più comici i complimenti che gli rivolgono da una sinistra che davvero non ha un briciolo di sostanza politica, che la sparata di Berlusconi, tuttavia, questa va un attimo analizzata.

Nessuno, e men che meno i portuali di Trieste, ha mai pensato che i manifestanti fossero eroi. Chi manifesta non lo è mai. Piuttosto è una vittima o si ritiene tale. Nel caso specifico perché, attraverso il green pass, si finisce per schedare definitivamente gli italiani, senza che ce ne sia bisogno e la prova sta nel fatto, per nulla irrilevante, che siamo gli unici a pretenderlo per esercitare il diritto al lavoro, oltretutto nel momento in cui il virus sembra all’angolo. Vittime, quindi, di una decisione unica e balorda, subdola e dagli effetti straordinariamente incostituzionali, perché cammina di pari passo con l’abolizione della privacy, giammai eroi. Chiamarli tali o sfrutta una forma beffarda di ironia o è da ignoranti, o ancora da irriverenti, perché, e qui sta la maggiore offesa, un dramma come quello dello sterminio degli ebrei non è paragonabile con niente, men che meno con una protesta civile.

Berlusconi, del resto, soffre del male del secolo, e cioè la superficialità nel parlare e l’approssimazione nel ragionare; non a caso è stato lui a dare la stura definitiva alla politica per tutti, amanti e igieniste dentali per prime. Ovviamente ottimamente seguito da uno stuolo di irrispettosi della politica e delle regole, in sintonia caratteriale con lui e disseminati fra tutti i partiti.

Niente stupore, pertanto, nel leggere stupidaggini vendute come perle di saggezza e raccolte come tali, ma tanto rammarico per l’uso irresponsabile della storia e per gli accostamenti irriverenti oltre che per gli hip hip urrà nei confronti di un avversario storico, riempito da sempre di ogni improperio e oggi blandito per una scemenza.

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Luciano Petrullo
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One comment

  1. Se si abbassa il livello della politica va al ribasso anche la coscienza del popolo che da essa dovrebbe provenire.
    Credo.

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