«Programmare il lavoro agile con la massima flessibilità»

di Giuliana Pia Scarano, Segretaria generale Fp Cgil di Potenza

Con l’attuale impennata dei contagi si è tornati a discutere di lavoro agile nelle pubbliche amministrazioni, strumento che si è rivelato assai utile nel contrasto della pandemia. È  stata pubblicata il 5 gennaio scorso la circolare a firma congiunta dei due ministri, Pubblica amministrazione e Lavoro e politiche sociali, che demanda agli enti l’organizzazione del lavoro in modalità agile con rotazioni del personale settimanale, mensile o plurimensile con ampia flessibilità, pur mantenendo i limiti del decreto del ministro della Pubblica amministrazione dell’8 ottobre 2021, che prevedeva la prevalenza del lavoro in presenza, a seguito della quale abbiamo assistito al ritorno massivo in alcune amministrazioni che hanno imposto il rientro semplicemente perché il decreto citato parlava di prevalenza in presenza, senza precisare se in termini di ore o di attività.

Considerato che lo stato di emergenza è stato prorogato al 31 marzo 2022 e che il numero di contagi aumenta vertiginosamente ogni giorno, chiediamo alle amministrazioni di programmare il lavoro agile con la massima flessibilità, come previsto dalla circolare ministeriale a firma dei ministri Brunetta e Orlando, visto che la prevalenza del lavoro in presenza può essere raggiunta su un periodo più ampio, anche più mesi, ponendo particolare attenzione al personale che utilizza i mezzi di trasporto o che non dispone di un ufficio di dimensioni tali che consenta il rispetto del distanziamento.

Per i lavoratori cosiddetti ”fragili”, invece, il decreto legge 221 del 24 dicembre, all’articolo 17 comma 1, ha prorogato di validità fino al 28 febbraio 2022 la particolare condizione di tutela che consente l’espletamento in modalità agile (prevista dall’art.26, commi 2  e 2 bis, del decreto legge 18 del 2020 convertito nella legge 27 dello stesso anno).

Vista la particolare situazione  epidemiologica, come Fp Cgil, chiediamo che le amministrazioni favoriscano il lavoro agile ricorrendo alla massima flessibilità  per le attività che lo consentono e attivino tavoli di confronto per definire i criteri generali e le modalità di accesso. Il lavoro agile, o a distanza, è, infatti, non solo uno strumento utile al contenimento del contagio ma anche, come sancito dal nuovo contratto collettivo nazionale del lavoro delle Funzioni centrali, la cui ipotesi è stata sottoscritta il 5 gennaio scorso, una delle modalità di espletamento dell’attività lavorativa che consente di conciliare la vita lavorativa con quella familiare, ma anche di conseguire il miglioramento dei servizi pubblici attraverso l’innovazione organizzativa.

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