«Positivo impegno Asm per prestazioni specialistiche ambulatoriali»

di Giuseppe Demarzio, presidente Sanità Futura

Sulla materia che riguarda le strutture sanitarie private accreditate di Basilicata, ancora una volta occorre fare chiarezza. Proviamo a farlo con ordine. Uno. Il Consiglio di Stato, la pandemia e un minimo di buon senso, imporrebbero agli uffici regionali il dovere giuridico e morale di predisporre in fretta gli atti per pagare le prestazioni erogate dalle strutture accreditate nell’anno pandemico del 2021. Il pagamento in questione non è una prebenda politica né una cambiale elettorale. Chi lo dipinge in questo modo offende i tanti operatori sanitari che non si sono tirati indietro, rimanendo in prima linea in questa guerra contro il Covid che nessuno si augurava di combattere. Allo stesso tempo, una narrazione di questo tipo è ancora più pericolosa, se possibile, dello stesso Covid, perché tende a distrarre e a nascondere una verità assoluta: la gente, le persone in carne ed ossa, i cittadini lucani, hanno un disperato bisogno di ricevere prestazioni sanitarie che riguardano patologie altrettanto, se non più, letali del Covid. Sono prestazioni tutte dentro i livelli ESSENZIALI di assistenza, che sono state erogate a persone/pazienti/cittadini che ne avevano un pieno diritto e un cruciale bisogno.

Di fronte ad una situazione così straordinaria, la cui eccezionale gravità è caratterizzata da una vera e propria esplosione della domanda di prestazioni ambulatoriali verso le strutture private accreditate, a fronte di una corrispondente – e notoria – riduzione di quelle erogate dalle strutture pubbliche, negare l’evidenza può costare molto caro in termini di responsabilità. Per questo le prestazioni specialistiche del 2021 vanno pagate tutte e a tutti, dalla prima all’ultima, dialisi compresa.

In un periodo in cui l’intero sistema pubblico ha fatto registrare una verticale riduzione delle prestazioni ambulatoriali (oltre il 50% rispetto al periodo pre-Covid), le strutture accreditate private sono entrate in aiuto e hanno lavorato erogando prestazioni in assenza di tetti di spesa. In un sistema, costituito da strutture pubbliche e private accreditate, sarebbe logico e doveroso che, a fronte di un calo produttivo di alcune strutture possa corrispondere, in aiuto, un aumento di produzione da parte di altre. Se pubbliche o private accreditate, poco dovrebbe importare.

Il buon senso e l’onestà, dovrebbero comandare che il sistema, in questo caso, operi una semplice rimodulazione delle risorse, così da garantire il pagamento delle prestazioni a quelle strutture che effettivamente le producono. Giammai si potrebbe digerire l’infausta sorpresa che le risorse restano inutilizzate in capo a strutture che non possono produrre prestazioni, a maggior ragione in presenza di una sentenza del Consiglio di Stato, della pandemia e di una esplicita deroga al decreto “Balduzzi” stabilita dal “decreto Draghi – Sostegni bis”.

Due. Per il 2022 la pandemia purtroppo non è ancora finita. Anzi stiamo assistendo tutti, quasi disarmati, a quello che in questi giorni sta accadendo. Il bisogno di prestazioni ambulatoriali è forse diminuito? Nemmeno per sogno, all’opposto, sta aumentando a vista d’occhio. Qualcuno può sostenere che diminuirà? Corrisponderebbe a dire che il Covid non esiste! È meglio non far niente e continuare con gli errori del passato? Assolutamente NO!

La definizione dei tetti di spesa da assegnare alle strutture accreditate private, e quindi la scelta dei criteri a cui rifarsi, è un fatto imprescindibile in una emergenza del genere, anche perché Il MEF ha disposto che le ASL non potranno pagare le prestazioni se i budget non sono riportati in fattura. In questo pesantissimo scenario la Regione, con i suoi uffici, non dovrebbe sottrarsi, pena un ennesimo caos amministrativo e sanitario, ad assicurare un sistema di “tetti in emergenza Covid” che tenga conto di quel che è accaduto nel 2021, proprio a causa dell’emergenza, ancora in atto.

Tre. Sanità Futura, a partire dal Quinto Forum di Melfi della fine di novembre scorso, ha messo in guardia Regione e ASL sulla necessità di aumentare le prestazioni a tutela della salute dei cittadini, in particolare delle categorie che ne hanno più bisogno, contestualmente alle azioni da introdurre per la prevenzione dal contagio e l’intensificazione della campagna vaccinale. Non è pensabile però che si pretenda dalle strutture, che non si sono mai tirate indietro, di intensificare la propria attività senza aver prima assolto agli adempimenti doverosi che riguardano il saldo delle spettanze maturate. Ed è qui, in questo scenario e in questo momento, che appare un barlume di speranza nel recupero di un dialogo pragmatico e produttivo, tra strutture accreditate private e istituzioni sanitarie, con l’iniziativa dell’ASM di Matera che, su impulso del suo Direttore generale, dr.ssa Sabrina Pulvirenti, ha convocato un incontro operativo con le associazioni di categoria della sanità privata accreditata. Un’iniziativa che, a nostro modesto avviso, dovrebbe essere presa rapidamente a modello, sia nel metodo che nei contenuti a cominciare dall’ASP. La dr.ssa Pulvirenti ha esattamente delineato la situazione di emergenza con una lucida analisi sulle difficoltà esistenti, che dobbiamo tutti fronteggiare con autentico spirito di collaborazione. Impossibile non essere d’accordo. I punti più cogenti, sui quali c’è stata la pressoché totale condivisione delle associazioni di categoria presenti, sono stati: 1) la definizione di “budget in emergenza Covid” per il primo trimestre; 2) il pagamento di tutte le prestazioni erogate nel 2021 attraverso le risorse che sono capienti e disponibili; 3) l’acquisto di prestazioni-servizi dalle strutture della specialistica ambulatoriale per azzerare le liste di attesa, specie nella branca di alta diagnostica. È evidente che restano ancora in attesa di tempestiva soluzione una serie di altre criticità riferibili alla materia dei controlli, alle spettanze pregresse riguardanti gli anni precedenti, al CUP e altro ancora, che puntualmente le associazioni hanno chiesto di mettere in agenda. Ed anche per rispondere alle ulteriori criticità la Direzione strategica dell’ASM ha subito impostato un metodo pragmatico e collaborativo, strutturale e costante nel tempo, che attraverso un sistema “smart” di comunicazione, avrà il compito di assicurare le giuste soluzioni.

In questa fase, e di fronte al nuovo impegno assunto dal direttore generale ASM dr.ssa Pulvirenti, la nostra associazione ha il dovere di una convinta apertura di credito. Lo si deve perché si vuole continuare a lavorare seriamente con professionalità e perché si vuole così rafforzare la sollecitazione che Sanità Futura ha da tempo rivolto al Presidente Bardi e all’Assessore Leone per un tavolo che affronti con determinazione e tempismo le problematiche esistenti. Problematiche queste, autentiche emergenze, che trovano puntuale riferimento e precise proposte nella Carta della Comunità approvata e sottoscritta da sindaci, amministratori locali, operatori ed esperti sanitari, nel Forum di Sanità Futura. Ancora una volta, anche incoraggiati dalla novità annunciata dall’ASM, chiediamo un supplemento di attenzione affinché il confronto con la Regione possa avvenire in tempi rapidi e le energie sane non vengano ingiustamente mortificate.

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