Per curare i mali cronici restiamo in attesa della fine del mondo

I mali italiani sono talmente noti che li conoscono anche su Marte: corruzione, malavita organizzata, tasse esagerate, evasione, decadimento delle istituzioni, giustizia lumaca o spettacolo. Tutti dicono che i miliardi portati in dote dalla pandemia serviranno per ricostruire l’Italia, o meglio, tutti lo auspicano e Draghi sta lì, pare, solo per questo.

Ma nei piani di investimento non mi pare di aver sentito voci che afferiscano ai mali cronici italiani. Anzi, lo snellimento della burocrazia, in alcuni casi, e non certo quelli di utilità per i cittadini, potrebbe accadere proprio il contrario e cioè che il fenomeno della corruzione, per esempio, addirittura dilaghi.

Io i danari li avrei investiti solo per curare i nostri mali. Perché, per il resto, abbiamo capacità di crescita, abbiamo la fantasia giusta, la volontà necessaria, le energie.

Queste ultime vengono meno quando si assiste allo spreco, alla dilapidazione dei patrimoni inseguendo idee malsane, dell’ultima ora, messe assieme con la miopia della talpa se non invece chirurgicamente scelte.

Altro esempio: come farà la giustizia a diventare umana, cioè rapida il giusto? Un fesso qualsiasi penserebbe aumentando il numero e la qualità dei magistrati. Macché.

Oppure: la scuola non forma più come una volta e la prova l’hanno fornita i concorsi pubblici dove è stata rilevata la mancanza primaria della conoscenza della lingua italiana. Ebbene, si investe sul numero e la qualità degli insegnanti? Macché.

Inutile affrontare il discorso della corruzione, vera e autentico ammortizzatore sociale per arricchirsi, e della malavita organizzata che, fra poco, metterà un candidato camuffato anche per la presidenza della repubblica.

Tutti sappiamo già che ci stiamo indebitando per niente, o meglio per arricchire sempre pochissimi privilegiati. Tutti sappiamo che fra poco avremo una classe di straricchi e una massa di pover’uomini. Tutti sappiamo che i servizi pubblici saranno sempre di meno e meno efficienti (vedi appunto scuola, università, giustizia, trasporti, sanità). Tutti sappiamo che sarà molto dura fra pochissimo tempo.

Ma continuiamo a sperare, non so in cosa, spero davvero non in Draghi, ché un uomo, per quanto bravo, deve avere pure altre doti per costruire una nuova Italia e non dovrebbe avere il peccato originale della finanza alle spalle. Forse.

E, quindi, continuiamo a illuderci, evitando, sempre e comunque, di far leva solo sulle nostre forze, e continuando a contare su quelle della politica e della finanza, veri e autentici traditori, non foss’altro che per incompetenza e totale inadeguatezza, anche morale e culturale, che, pian pianino ci stanno terrorizzando per porgere istintivamente il collo perché ci mettano un bel collare, quello dell’idea comune e dominante, che vieta il pensiero libero, la critica, la polemica e soprattutto la protesta.

Ci chiuderanno per capodanno? Ma fate che cazzo volete, tanto di campare veramente abbiamo smesso da tempo.

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Luciano Petrullo
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