Oggi io non sono nessuno, domani sono Presidente della Repubblica

Pare che i morti di covid in Italia, in proporzione, siano tanti da meritare il podio se non proprio la medaglia d’oro nel panorama mondiale. Però siamo stati i migliori, un esempio, fulgido, di efficienza, razionalità, freddezza e lungimiranza. Pare, anche, che una Procura stia indagando sulla maniera usata dall’Italia Stato di affrontare la pandemia nei primi mesi. Ciò nondimeno siamo i migliori. Sarà che ce lo diciamo da soli? Del tipo non avendo estimatori ci stimiamo da soli, secondo un principio di economia affettiva circolare che parte da noi per rimanere a noi?

Il ministro Speranza indagato non ha suscitato clamori. Neanche i più giustizialisti, quelli che un avviso di garanzia equivale a una condanna, hanno fiatato. Roba da non credere. Avranno trovato la fede e si sono convertiti al garantismo radicale, salvo riconvertirsi al primo avviso per un esponente di centro destra.

Ma ci facciamo un giro con gioco dell’anno “e se fosse capitato a Berlusconi?”, dai tira tu per primo i dadi. Nove! Uno, due, tre, quattro … otto e nove: titoloni in prima pagina, vergogna di Stato, Assassino, dimissioni, chiamate l’Europa, sciopero della fame, sit-in in piazza della Repubblica, girotondi in Vaticano, Travaglio in orgasmo perenne. Diavolo! Tocca a me. Undici! Uno, due, tre … dieci e undici: c’è dietro la mafia, la superfinanza, le industrie farmaceutiche, l’unione becchini, ndrangheta, Berlusconi beve, era fatto di viagra.

Cavolo, che gioco violento.

Meglio pensare ad altro. Per esempio al futuro Presidente della Repubblica (tutti in piedi). Ci sarà un Mattarella bis?, e levat a cammisella, a cammisella gnornò gnornò. Sarà il supereroe Draghi, quello dalla vista stratosferica e la velocità della luce? Sarà Casini? Che sarà pure un bell’omo, ma… NO, Berlusconi no, è impossibile. Già girano vignette di corazzieri col reggicalze, figuriamoci se ci possiamo permettere di sputtanare la somma istituzione.

O potrebbe essere, guardate cosa vindico, Filippo Cernicchiaro, cilentano, impiegato, cultore del sollevamento pesi, amicone e ciarliero il giusto. E chi è questo qui? Uno del popolo, un mio conoscente dei tempi andati, quando a una partita a calcio alternavo la palestra. E quali titoli avrebbe, orbene? Nessuno, diamine, ma la conosci la canzone dei Giganti degli anni sessanta che faceva più o meno così “oggi io non sono nessuno, domani sono Presidente della Repubblica”. No che non la conosco, sono nato nel settanta. Ma sei fascista. Beh, quello sì. E certo! Insomma quella canzone venne censurata e fatta circolare solo dopo un bel po’ di anni. Dicevano che offendeva l’Istituzione, pur recitando pedissequamente i principi della nostra beneamata (tutti in piedi! Ah, eravate già in piedi dal sesto capoverso, chiedo scusa, ancora un attimo e potete sedervi) Costituzione.

Quindi, oggi, io ritengo candidabile ed eleggibile alla massima carica anche Filippo Cernicchiaro. E chi lo vota? IO! Ma non sei deputato. AH! Vero. Verissimo.

Vabbè, fa niente. Per un attimo pensavo al miracolo italiano, quello che ti raccatta per strada e ti fa diventare un eroe. Già dato, a riguardo, e coi 5 Stelle abbiamo pure esagerato con questo miracolo. Già dimenticavo. Vabbè, vorrà dire che per Filippo sarà per la prossima volta.

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Luciano Petrullo
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