Non è allegro, ma riesce a far ridere

C’è una destra di governo che scalpita, una destra di opposizione che chiede dimissioni, una destra di governo che è completamente d’accordo con Draghi, forse finanche troppo d’accordo con Draghi. Unite non mettono assieme una idea programmatica che sia una. Separate, come sono, di fatto, perdono autorevolezza al punto da diventare innocue e consentire a tutti di prenderle a ceffoni. Anche strategicamente sembrano allo sbando o alla mercè di un comunicatore folle.

Infatti e per esempio: il ministro Lamorgese non ha avuto timori a presentarsi in Parlamento per raccontare storie fantastiche che neanche un bimbo assetato di favole prima di dormire riterrebbe credibili. Una faccia tosta che si giustifica solo con la pochezza parlamentare. Finanche un parlamentare del PD, per dire, di fronte al movimento oscillatorio del blindato, così come controllato dall’agente in borghese, avrebbe storto il muso e preteso un minimo di credibilità e di rispetto.

Ecco, di un ministro tanto sprovveduto, mandato visibilmente al macello, non si chiedono le dimissioni, ma costituendo il miglior spot per l’opposizione, va addirittura coccolato, perché continui a spopolare sul web con dichiarazioni tragicomiche come quelle di ieri.

La destra, che, poi, dovrebbe avere il buon senso di apparire un coerente polo, dovrebbe far intravedere un’Italia migliore, attraverso politiche che tale potrebbero renderla. Limitarsi a bofonchiare e poi scodinzolare davanti a Draghi, non depone assolutamente bene, anzi.

Il panorama si inspessisce quando ci rendiamo conto che l’offerta politica della destra non è compensata qualitativamente dalla sinistra, né dall’amebico centro. Ne deriva una sconsolante rassegnazione che invade gli italiani, che, laddove più liberi di testa da vincoli di fedeltà, leggi destra, se ne stanno a casa e non votano più, se invece militarizzati, leggi sinistra, tendono a essere un po’ più presenti nella cabina elettorale.

Il panorama è questo e nulla fa pensare che possa cambiare nei prossimi anni.

Ecco, ci vorrebbe un rigurgito di dignità politica da parte di quel che rimane dei partiti, ma non può provenire dagli odierni attori che hanno dimostrato di avere una forte miopia e finanche un discreto astigmatismo. Riescono a vedere quello che accade oggi e solo in maniera distruttiva, senza neanche focalizzare, pronti a partire lancia in resta senza neanche riflettere. Insomma la classe politica è stata costruita negli anni perché non solo non nuocesse, ma innanzitutto perché si rendesse disponibile a fare da palcoscenico festante a decisioni tanto balorde quanto balordamente giustificate.

Non è allegro, ma riesce a far ridere.

Almeno ci facessero esprimere l’ultimo desiderio prima della definitiva decapitazione della democrazia. Stiamo per morire uccisi, da un punto di vista della cittadinanza democratica, diamine, ci tocca; che so, una sigaretta, una fetta di dolce, una grappa, un bel film, il Napoli che vince lo scudetto. Dai, Draghi, solo l’ultimo desiderio, poi potrai staccare la spina.

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