Museruole e silenziatori ai tempi di Draghi

La dotazione strumentale di Draghi comprende sofisticatissimi silenziatori umani che, il prode, ha fatto montare sulle bocche dei suoi ministri, i quali non fiatano più di tanto, dopo l’abbuffata di microfonate dell’era contiana.
Speranza, per esempio, dopo aver okkupato ogni tipo di trasmissione, senza soluzione di continuità, senza far dono di un sorriso e con una mestizia da primi giorni di novembre, con l’avvento di Draghi si è volatilizzato, rimanendo un ricordo purtroppo collegato alla fase acuta della pandemia.
Neanche il suo libro, pubblicato per un periodo di tempo che ha sfiorato i cinque minuti, poi misteriosamente ritirato e oggi oggetto non identificato della letteratura italiana, è rimasto a testimoniare le gesta del compaesano.
Ma, dicevo, i ministri di Draghi, dotati di museruola, non possono più far danni parlando. Draghi, che pur deve avere un humor tendente all’anglosassone, ha simpaticamente affermato che un governo che non fa danni è già un affare. Le stime di ripresa, però, addirittura segnalano un governo che non si limita a non far danni, ma che fa bene.
Finora, però, la crescita non si manifesta fra la gente normale che continua a chiedersi, quando si parla di borsa, pil e cose similari, se non si parli dell’ultimo Urania.
Un dato, però, è certo: col silenziatore automatizzato si sono evitati i danni da puttanate sparate a caso.
Purtroppo la museruola o silenziatore non è stato ancora previsto per i parlamentari, ma potrebbe trattarsi di un disegno tattico preciso e raffinato, tipo can che abbaia non morde e altri tradizionali segreti del genere.
Certo, indiscutibilmente il ministro Lamorgese qualche volta appare in TV, ma rispetto ai suoi omologhi di prima sono eccezioni comunque rare e accettabili.
Il potere ha dismesso i vestiti o costumi da bagno del Conte uno, i cicalecci del Conte due e sembra sempre di più un governo alla Andreotti. Cioè sembra quasi una cosa serie, non si ritrovasse ministri ombra ininfluenti e non si nutrisse il fondato sospetto che ci aspettano giorni duri.
In TV dominano cantanti d’epoca con le loro datate canzonette, nei talk si litiga e, nel campionato di calcio, la Juventus è in crisi.
E questo che c’entra?
Non lo so, ma mi sembrava attinente.

1 commento su “Museruole e silenziatori ai tempi di Draghi”

  1. Telesca Antonio

    La politica delle aziende politiche dipende dai sondaggi di gradimento e finché riecheggia la parola bonus meglio tacere e creare dubbi sulla rotta che si segue che parlare e confermare che non c è vento nelle vele.

I commenti sono chiusi.

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