Monti, un baluardo della democrazia

“Bisogna trovare delle modalità meno democratiche nella somministrazione dell’informazione”. A dirlo è Mario Monti, già premier, stimata mente del sedicente centrosinistra, uomo timorato di Dio, famoso per aver “dato una mano all’Italia” in un momento di bisogno.  Lo ha detto in un consesso televisivo senza contraddittorio politico, cioè alla presenza di giornalisti tutti di centrosinistra, che, alle dichiarazioni di Monti, non hanno rivoltato le scrivanie, accettando la dichiarazione quasi fosse saggia e giusta.

Ora c’è da capirsi. Io non credo che l’informazione italiana sia libera e terza. E’ fortemente politicizzata, sia a destra che a sinistra, si salvano in pochi e questi hanno un risibile spazio. E allora cos’altro va ridimensionato? Il mormorio di pochi veramente liberi? Evidentemente sì.

Ora che un uomo già di governo, quindi uso evidentemente a tecniche comunicative manipolative, ritenga necessario abolire quel poco che resta della libera informazione ci fa capire cosa circoli nelle teste di chi governa. Il popolo viene informato di quello che si vuole dire, ragion per cui è matematicamente certo che buona parte dell’informazione ci viene negata, o ci viene propinata coi filtri di governo.

Bella situazione, non c’è dubbio.

Ora la cosa, per un verso buffa e per l’altro sbalorditiva, è che Monti queste cose le dica in TV, cioè urbi et orbi, ignaro che qualcuno possa sentire e pure, addirittura, capire. Sulla reattività dei giornalisti in trasmissione stendiamo un velo pietoso: succubi, impotenti, evidentemente solo obbedienti, non hanno, come dicevo e come sarebbe stato naturale in un paese civile, rivoltato le scrivanie in studio. Gli va bene, è pacifico, non trovano nulla in contrario.

E se l’avesse detto Berlusconi? Lasciamo stare, tranne che questo può diventare il gioco dell’anno.

In altri termini, centro sinistra e democrazia non vanno d’accordo, ma segnalo anche un deficit di intelligenza: parlarne così in giro non è il massimo della furbizia, queste cose si fanno, non si teorizzano, neanche negli appunti personali, ché, prima o poi, qualcuno pure scopre e divulga.

Ho il fondato timore, comunque, che l’altra parte politica, alla fine, potrebbe esprimersi in uguale maniera, perché la democrazia, dalle nostre parti, ancora è qualcosa da teorizzare e non praticare, non ne siamo pregni, basta vedere come interpretiamo il diritto alla libertà, e cioè solo come un fardello, preferendo stare a corte di qualcuno e ridurci ad aggirare le norme quando occorre, consci che qualcuno lassù ce lo lascia fare. In fondo siamo Stato da poco tempo e con la libertà abbiamo ancora poca confidenza. Dobbiamo ancora crescere come popolo. Sarà per le prossime generazioni, chissà, o almeno speriamo, anche se le basi non sono affatto quelle giuste perché fiorisca davvero una sana e matura democrazia.

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Luciano Petrullo
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One comment

  1. Lo vogliamo chiamare lapsus quello di Monti, ma le reazioni sono la perfetta fotografia italiana di una categoria (a parte qualche eccezione), moribonda, che oscilla fra le ipotesi e le sofisticazioni, e che al massimo spostano l attenzione dai veri quesiti.

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