Mobilitazione a Buenos Aires contro negoziato con Fmi

Migliaia di persone sono scese in piazza a Buenos Aires per respingere l’accordo che il governo argentino sta negoziando con il Fondo monetario internazionale (Fmi) con l’obiettivo di rifinanziare i debiti esteri multimilionari.

La manifestazione, indetta da più di cento organizzazioni sociali, politiche, studentesche, sindacali, ambientaliste e per i diritti umani, è partita dal viale centrale 9 de Julio e si è diretta verso Plaza de Mayo, dove si trova la Casa Rosada, sede centrale del potere esecutivo della Repubblica Argentina. Per il leader nazionale del Movimento socialista dei lavoratori (Mst), Cele Fierro, il futuro accordo con il Fondo monetario sarà pagato “con la fame del popolo”. Da qui la decisione d’indire una grande manifestazione nazionale.

“Il debito è una truffa perchè ci sono miliardi che sono usciti con la fuga di capitali e per sostenere la campagna elettorale del macrismo (in riferimento a Mauricio Macri, presidente tra il 2015 e il 2019). Nessuno di quei milioni è stato utilizzato per risolvere i problemi strutturali della popolazione”, ha denunciato il responsabile del Mst, una delle organizzazioni che aderiscono alla protesta. L’Argentina sta discutendo con il Fmi dallo scorso anno per la rinegoziazione del credito Stand By da 44 miliardi di dollari concesso nel 2018 all’allora governo Macri.

Secondo quanto concordato tre anni fa, il Paese sudamericano dovrebbe pagare al Fmi, tra capitale e interessi, 19,020 miliardi l’anno prossimo, 19,27 miliardi nel 2023 e 4,856 miliardi nel 2024, impegni che il governo di Alberto Fernàndez avverte che il paese, afflitto da gravi squilibri macroeconomici, non è in grado di pagare. “Torniamo in piazza per dire no all’accordo con il Fmi, no al pagamento del debito estero e no all’adeguamento che vogliono fare, che va contro i lavoratori e contro il popolo”, ha detto Fierro.

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