Liste d’attesa. Federanisap: «Tempi si allungano anche nel privato»

In una lettera indirizzata al Presidente del Consiglio, Mario Draghi, ai Ministri della Salute, Economia, Affari Regionali, e a tutti i Parlamentari, il Presidente di Federanisap (Federazione Nazionale delle Associazioni Regionali o Interregionali delle Istituzioni Sanitarie Ambulatoriali Private e Accreditate con il SSN), Mauro Potestio (nella foto), fa un accorato appello al Governo e alle Istituzioni Sanitarie.
 
In sintesi, Potestio afferma: “La Federazione, che riunisce e tutela le strutture sanitarie private, accreditate con il S.S.N. e contrattualizzate da tutte le Regioni, continua, con preoccupazione, a notare il marginale coinvolgimento delle strutture stesse nel sistema assistenziale. Eppure, le nostre strutture stanno subendo un notevolissimo incremento della domanda, dovuto alla minore erogazione di prestazioni dalle strutture pubbliche a causa degli effetti della pandemia, incremento che sta portando ad un allungamento progressivo delle liste d’attesa e ad una crescita delle prestazioni in regime privatistico”.
 
“Di fatto – si afferma nella lettera Federanisap –  al momento il sistema risulta bloccato. In tal senso, non possiamo esimerci dal segnalare un aggravio della situazione, cagionato dal ritardo, in quasi tutte le Regioni, della precisa definizione dei budget che verranno riconosciuti alle strutture per il 2021, ed inoltre dall’incertezza sulle modalità di remunerazione delle prestazioni collegate al Covid (tamponi, vaccini o prestazioni per i postumi della malattia), non avendo contezza circa la loro inclusione o meno nei tetti di spesa riconosciuti alle strutture. Tale incertezza sta portando tutte le strutture, che in seguito all’incremento della domanda avevano erogato un numero maggiore di prestazioni, a ridurre cautelativamente la programmazione prestazionale per gli ultimi mesi dell’anno, circostanza che condurrà inevitabilmente ad un aumento ulteriore dei tempi di attesa”.

 
“La criticità – si dice nel documento – emerge ancor più grave per tantissimi laboratori, che avevano operato fino ad oggi con il libero accesso alle prestazioni senza prenotazione, ma che, nell’incertezza sul raggiungimento del limite del budget, potrebbero essere costretti, in assenza di chiarezza, a passare all’accesso alle prestazioni su prenotazione, con conseguente inevitabile contingentamento, oppure a interrompere, prima della fine del corrente anno, l’erogazione delle prestazioni a carico del S.S.N. Appare intuitiva la ricaduta direttamente sui pazienti, che potrebbero avere disagi sia nella fruizione delle prestazioni (i malati oncologici, ad esempio, ove il budget si sia esaurito per carenza di finanziamento, potrebbero dover a pagare di tasca propria l’esame che gli consente di accedere alle cure) sia nella libertà di scelta (sempre in assenza di budget, i pazienti dovrebbero necessariamente rivolgersi alle strutture pubbliche, inserendosi nelle sempre più lunghe liste d’attesa)”.
 
Questo esempio vale “anche e soprattutto per le prestazioni diagnostiche, quali le TAC, le Risonanze Magnetiche, le Ecografie, nonché per le attività riabilitative che hanno subito per effetto Covid richieste assistenziali anche superiori al 50% rispetto all’epoca precedente alla pandemia”.
 
“La situazione delle liste di attesa presenta aspetti particolarmente problematici in Basilicata e nelle regioni del Sud – evidenzia Antonio Flovilla, vice presidente nazionale Federanisap con delega al Mezzogiorno – e a tale proposito, dobbiamo ribadire che le nostre strutture sono perfettamente in grado di aumentare il volume prestazionale in carico al SSN. Questo per mantenere i principi che hanno sempre ispirato le strutture accreditate a sentirsi come una componente integrata e fondamentale del SSN stesso, soprattutto in questo periodo di grave crisi del Servizio Sanitario, già afflitto da provvedimenti antecedenti quali il blocco degli organici nel Pubblico e la riduzione dei finanziamenti e drammaticamente aggravata dalla pandemia Covid”.
 
“Appare evidente – prosegue – che l’esclusione, persistente, delle strutture accreditate, che pur effettuando milioni di prestazioni non riescono a soddisfare completamente la domanda prestazionale per le motivazioni che il presidente Potestio ha elencato con chiarezza, non consente al Cittadino di avere quel “sollievo” assistenziale proclamato a gran voce dal Governo e purtroppo mai attuato nel nostro settore per i vincoli, come citato nelle premesse, esistenti nei rapporti attuali”.
 
“La problematica  – si evidenzia – esposta si riflette nella sua tragicità, come detto, sulle liste d’attesa, in quanto i già citati vincoli contrattuali costringono, alla data della presente nota, a prenotazioni che oscillano tra 120 e 180 giorni. Tutto ciò a causa dei contratti economici vincolanti che non consentono alle strutture una elasticità per venire incontro alle esigenze della Cittadinanza. Alla luce di tutte le considerazioni svolte, si ritiene indispensabile invocare un intervento urgente del Governo, che possa consentire in questi ultimi mesi del 2021 e nei primi mesi del 2022 di riportare la situazione alla normalità, cioè ad un corretto equilibrio fra domanda ed offerta di prestazioni”.
 
“Dal canto nostro – conclude Federanisap – assicuriamo ancora una volta tutta la massima disponibilità a raggiungere questo obiettivo, sollevando ancora una volta una profonda perplessità sul motivo per il quale questa nostra completa disponibilità non venga presa in considerazione, specialmente in questo grave e delicato momento del Paese, proprio e soprattutto in ambito Sanitario”.

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