L’infallibilità di Draghi, il dogma imposto da Mattarella

Draghi presenta il testo della legge delega al consiglio dei ministri pochi minuti prima della sua approvazione. La Lega per protesta si astiene dal voto, dichiarando che i patti erano diversi e una legge sulle tasse non si dà per approvata solo per fede. Se le cose stanno così, ha ragione la Lega. Se stanno diversamente ce lo facciano sapere, chè uno pure si fa un’opinione. Ma, a prescindere, l’idea che Draghi possa imporre qualsiasi decisione, non solo al parlamento, ma anche ai ministri, per quanto meravigliosa, dico la decisione, mi sembra offensivo della democrazia (della dignità personale dei ministri me ne frego, è un problema loro). Sempre a prescindere, sentire che le altre forze politiche abbiano votato sì alla legge delega senza sentire il bisogno di conoscerla a fondo e averla discussa, mi lascia perplesso, nel senso che non capisco cosa ci stiano a fare nei loro regali ministeri se non partecipano neanche alle discussioni sulle leggi più importanti. Hanno delegato non solo il fisco al governo (leggi Draghi), ma la loro stessa esistenza, manifestando non solo insipienza, finora, ma totale distacco dalle loro responsabilità, bastando, evidentemente, le spalle di Draghi per portare avanti la baracca.

La figura peggiore, quindi, secondo me l’hanno fatta quei ministri, coi loro partiti, che alzano la mano senza battere ciglio. Quanto alla Lega, se la prospettazione dei fatti è quella nota finora, anche perché non contraddetta, spero non si tratti solo, come dice qualcuno, di un fallo di frustrazione da disastro elettorale, perché in tal caso la loro astensione varrebbe un emerito fico secco.

Insomma Draghi corre spedito come un FrecciaRossa, ovviamente preso dopo Salerno e non prima, perché il FrecciaRossa lumaca è prerogativa solo dei lucani, sia chiaro!

Mi immagino la scena, tutti i ministri schierati che parlottano, poi l’annuncio tonante “In piedi”. Tipo la classe di Vigevano del maestro Mombelli, magistralmente interpretato da Alberto Sordi, che, di italiani stuoini se ne intendeva assai.

Ma tranquilli, sta nascendo il nuovo centro: Calenda, forte di un buon esito elettorale a Roma sta mettendo assieme un raggruppamento da brividi, e mi spiego: se i partiti del nuovo centro, come sembra, si ispirano a Draghi e ne sposano l’agenda, significa che non ne hanno una loro, quindi costituiscono una scatola senza contenuto, quindi ancora sono semplicemente il nulla, politicamente parlando.

Calenda dice che oggi la politica si fa senza ideologie (ma dai!) e che fare buona politica significa fare buone cose (mi scappello). A parte l’ovvietà c’è del vero in questo, a patto che esista un progetto sociale, economico, e tutto il resto, a lungo tempo, altrimenti il tutto si tradurrebbe in un serafico “beh, vediamo cosa c’è da fare oggi” che, con la politica non ha in comune neanche l’ombra.

La destra storica sembra essersi arroccata su consensi consolidati ma insuscettibili di aumenti, la sinistra vegeta e, triste notizia, il M5S ci ha lasciati, venendo a mancare addirittura da maggioranza in parlamento, che è pure una bella morte, certamente, ma sempre morte è. Un record, infatti non si era mai visto scomparire un partito con la maggioranza relativa alle camere. Ricorda un po’ quegli ascensori al Luna Park che, come una molla, salgono salgono salgono …. e poi …. giù, tutto di un colpo. Fuori di questa metafora rimane quella classica del fenomeno delle “botte a muro”. Peccato, però, in tanti avevano pensato che le scatole di sardine si potessero aprire con l’apriscatole, e per un po’ anche io, senza dubbio, da ingenuo quale sono, ancora ora, a …. anni suonati. Invece è risultato vero che le scatole politiche non si aprono, anzi, che nessuno le vuole aprire, solo entrarci, magari, sistemarsi e fanculo a chi ci ha creduto.

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Luciano Petrullo
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One comment

  1. Tecnicamente ogni movimento rivoluzionario nella storia una volta al potere diventa conservatore e poi implode.Questo x i 5 stelle. Draghi non ha avuto bisogno neanche della rivoluzione e le manie di grandezza sono dietro l angolo.

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