L’icona del giorno

Tornano di moda le primarie. Leggo che Meloni e Salvini vorrebbero istituirle anche per le candidature a Sindaco. È francamente una stupidaggine. La destra che ha sbagliato le candidature delle ultime consultazioni amministrative corre ai ripari nella maniera più classica, deresponsabilizzandosi. Allora dovrebbero farle anche per le candidature alle camere, dove, invece, si tengono stretto il potere di spedirci i più fedeli, anche se meno capaci.

Ridursi alle primarie per la scelta del candidato sindaco, significa affidare alla capacità di cumulare consenso del candidato, quindi alle sue promesse e alle sue fesserie (il 99% dei programmi elettorali dei sindaci vengono disattesi) il futuro di una città, quando, invece, i partiti dovrebbero essere in grado di scegliere il più adatto, anche se impopolare, anche se incapace di cercarsi un voto, purché con la vocazione alla buona amministrazione.

Tutta la vita di un partito ruota attorno alle scelte dei predestinati, tutta l’abilità consiste nello scegliere le persone giuste, la cui successiva attività, questa sì, premia la scelta del partito in termini di vero e consapevole consenso.

Alla fine, se escludiamo questo tipo di scelte, avendo già escluso ogni forma di ideologia, rimane poco per i partiti, se non dividersi gli incarichi. Ed ecco che la politica si riduce a mercimonio di poltrone. Roba ormai vecchia, qualcuno saggiamente osserverà.

Salvini, peraltro, si è schierato contro le manifestazioni di protesta di questi giorni. Un ondivago riposizionamento giornaliero, dovuto, chissà, o a sondaggi o a consigli di chi gode della sua fiducia assoluta.

Io credo, invece, nel mio piccolo, che questi sono argomenti al più di sicurezza pubblica, non di politica. Il politico può esprimere un’idea sulla libertà di manifestare o meno, in genere, e senza dubbi dovrebbe schierarsi a favore. Poi sta a chi governa la sicurezza pubblica agire nel rispetto dei diritti e della legge.

Ma anche Salvini è fuori strada, se mai ne abbia percorsa una consapevolmente. Le manifestazioni tendono ad allargarsi e a farsi più invasive o violente. Il green pass è la bandiera, ma dietro c’è tanto altro. Non lo vogliono capire? Beati loro. Beata inconsapevolezza. Sono tanto presi dallo sparare cazzate (in questo tutti) da non soffermarsi sui problemi e sviscerarli. La complessità che contraddistingue i nostri tempi esclude che un fenomeno sia solo quello che appare. Dietro c’è sempre un mondo controverso, ci sono ansie, paure, disagio, miraggio, infelicità, il non potersi realizzare, la mancanza di sostegno, anche morale, da parte delle istituzioni, c’è la sensazione di avere tutti contro, di avere lo stato contro, c’è la certezza che potrebbe non esserci nessuno a tenderti una mano, c’è solitudine, c’è esclusione.

Qualcuno lo dicesse ai politici, ma separatamente, sommessamente, altrimenti ci costruiscono uno slogan e partono per la crociata televisiva.

Sbaglierò, ma il vero problema è la mancanza di politica, la mancanza, di conseguenza, di politici, la mancanza di responsabilità.

Abbiamo creato dei mostri, la cui icona del giorno è Morra che chiede indietro i soldi, 5 Stelle pentito, grillino pentito, il quale, evidentemente, se prima ci aveva rinunciato, lo aveva fatto o sotto tortura o sotto gli effetti di allucinogeni. Domani avremo un’altra icona, nuovo giro, nuovo mostro, la giostra continua.

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Luciano Petrullo
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One comment

  1. Credevamo di vivere in una società libera priva del giudizio perbenista e borghese, ma si accoglie solo se una cosa va di moda, e chi ha una diversa opinione viene attaccato a oltranza e nasce l angoscia. Chi è che disse : Non sono daccordo con quello che dici ma morirei perché tu possa dirlo.?

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