Lettera di una malata oncologica di Avigliano (PZ) all’assessore Leone

Riceviamo e pubblichiamo.

“Carissimo assessore alla Sanità, Rocco Leone, a scriverle oggi è una donna lucana malata oncologica. La mia storia è uguale a quella di tanti altri lucani e non. Ho scelto di curarmi al “Crob” di Rionero in Vulture, perché credo che sia una struttura di eccellenza. Scrupoloso screening eseguito da giovani medici altamente competenti e da tecnici esperti. Dopo la sfavorevole diagnosi sono stata accolta dal personale medico e paramedico in maniera eccellente, tanto da farmi sentire a casa. Le paure sono tante e in speciale modo quando stai per entrare in sala operatoria, queste mitigate dal sorriso degli esperti chirurghi e dal personale di sala che sanno come farti affrontare e alleviare le tante paure e anche a loro va il mio plauso. E che dire della ottima degenza ospedaliera fatta tutta con cortesia e tanta pazienza. Tutto cambia, però, quando bisogna sottoporsi ai trattamenti chemioterapici. Nulla da dire circa la professionalità dei giovani oncologi, credo nel loro entusiasmo che, sotto la guida di professionisti esperti, possono cambiare il mondo. Gli infermieri lavorano senza tregua, passando da un paziente all’altro cercando anche di trovare due minuti per darti un conforto, ma è intollerabile che non ci siano poltrone sufficienti per la somministrazione di chemioterapici. Si accede tutti alle ore 8.30 e si esce, se ti viene bene, alle ore 16.00, facendo la fila per accedere alle poltrone o ai letti, dove ti può capitare di finire su di una semplice sedia poggiando il braccio su di un tavolino perché non hai trovato posto, ricordando che la chemioterapia non è una normale iniezione, ma dura ore”.

A scrivere questa lettera è Antonietta Lucia (nella foto), malata oncologica lucana e consigliere comunale di Avigliano della lista “Uniti per Avigliano Art.1” che aggiunge: “Lo scorso 7 dicembre, la mia prima esperienza, ero spaesata, avevo trovato una poltrona, stavo comodissima, ma alcune persone erano sulle sedie con il braccio poggiato sul tavolino. Pensavo fosse una cosa sporadica ed invece è di routine. Il 28 dicembre seconda chemio, quando due persone erano già sedute sulla sedia, si libera un posto letto. Eravamo in due, io ed un galantuomo che era entrato prima di me, cedendomi il posto letto e lui si accomoda su di una sedia con il braccio appoggiato sul tavolino. Lo guardavo spesso, a volte si appisolava, io stavo comoda, ma mi sentivo quasi una ladra. Assessore è questa la mia esperienza, uguale a quella di tanti lucani a cui, improvvisamente, gli viene data una sfavorevole diagnosi e che iniziano un calvario da affrontare con grande pazienza senza avere neanche più la forza di reagire allo squallore. Assessore, giornalmente all’oncologico di Rionero si rivolgono per le terapie circa 50 persone, provenienti anche dalle regioni limitrofe di Puglia, Campania e Calabria. Vengono nel nostro centro oncologico perché è una struttura d’eccellenza. Vogliamo distruggere questo ospedale per non acquistare appena 10 sedie in più ed assumere altri 4 infermieri e qualche medico oncologo? Non risponda dicendomi che bisogna accogliere meno pazienti per volta, lei è un medico, sa benissimo che il cancro uccide se non si interviene in tempo, e non mi dica che è una situazione eccezionale che succede a dicembre e ad agosto, perché il personale va in ferie, per un diritto che è sacrosanto, quindi, la verità è che occorre più personale. Il disagio mi era già stato segnalato da un’amica, ma finché non ci sei dentro non ci credi. La invito, quindi, a fare un giro all’oncologico e noterà che l’unico reparto con 50 persone in attesa è il reparto dei trattamenti chemioterapici e sicuramente capirà la necessità e l’urgenza di un suo intervento. Assessore, Natale è passato ma tra poco è la Befana, servono urgentemente poltrone. Fate un dono, donate voi e i vostri colleghi una poltrona al reparto oncologico, dove sapranno sicuramente come organizzare gli spazi e programmare un aumento di personale per il nuovo anno. Assessore un ultimo consiglio, vuol far uscire la Basilicata dal torpore? Investi sul welfare”.

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radionoff
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