Lettera aperta a un parlamentare qualsiasi

Se è vero, come lo è, che anche per guidare un motociclo è necessario superare un esame, rimane sconcertante che, invece, possa fare politica, e quindi diventare consigliere, assessore, ministro e premier, senza dimenticare la Presidenza della Repubblica, chiunque abbia solo sembianze umane e sia registrato come tale. In fondo, fare politica, è la cosa più difficile che esista e anche la più gravida di responsabilità. Invece accade che un portaborse, galoppino o uomo di fatica del politico di turno, se non addirittura uno che fino a ieri non faceva niente per sua volontà o incapacità, tipo neanche studiare, diventi qualcuno in politica.

Certo, dopo anni e anni di menate di questo tipo, di insuccessi clamorosi, di riforme buone solo per farsi una grassa risata, di povertà culturale ed esperenziale, chiaro che se ti trovi davanti Draghi, letteralmente scompari e ti ritrovi a fare la figura del pivello. Tu, che ormai calcavi la scena politica con incedere maestoso, distribuivi pacche sulle spalle agli astanti con sorriso ebete e pietrificato, tu, che insorgevi di fronte alle ingiustizie con un tweet al fulmicotone, che ti compiacevi di mostrarti con la bocca aperta protesa verso una untuosa e strabordante fetta di pizza, Tu, che difendevi i deboli a botte di post e ti indignavi di fronte alle ingiustizie avvisando che le avresti combattute con sprezzo del pericolo, ebbene arrivato Draghi, hai dovuto deporre le armi.

Ma, nonevèro, bisogna ammettere che ti sei subito convertito, hai cambiato aspetto, faccia e carattere in un battibaleno e hai sposato la causa proprio di chi ti ha ridimensionato: non potendolo combattere ad armi pari, ti sei offerto come scudiero, umile servo, sponsor; e in cambio di che, se non del minimo indispensabile per andare sempre in TV a discettare del nulla, sempre senza cognizione di causa, ma con la possibilità di farti scudo della sua ombra, di Draghi, intendo. Derubricato a politico invertebrato, ma pur sempre coppola munito. E chissà che, passata la bufera, non ti rimanga la coppola, con l’aggiunta dell’esperienza maturata sotto la guida di uno che, contrariamente al solito, aveva nientepopodimenochè studiato, bene e a lungo, e lavorato, maturando esperienze che tu, anche nelle sette fatidiche vite dei gatti, mai matureresti.

Ma potrebbe arrivare un giorno nel quale anche tu, politico di lungo corso, con un vocabolario di appena settanta ottanta parole, potresti essere chiamato a sottoporsi a un esame di idoneità. E potresti essere scartato, e anche giustamente, per assoluta incapacità, non fosse che i concorsi hai imparato subito, questo sì, come si pilotano, perché l’arma della raccomandazione l’hai inventata tu. E quindi che si facessero pure gli esami per entrare in politica. Tu la farai sempre franca.

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Luciano Petrullo
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One comment

  1. Scripta parent. Ed evitiamo di parlare di tv, che abbiamo visto come anche col curling si diventa importanti. Rimpiango tafazzi. La cultura, il vecchio continente, ma c’è chi, se non lo porti x mano, non riesce superare l autogrill di Battipaglia, coccolato dai ricordi a trent anni,nella convinzione di aver avuto gloria. Altro che i fessi.

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