L’effetto dell’attività fisica sui tumori della prostata

Negli uomini con un tumore della prostata a basso rischio, l’esercizio fisico intenso ha effetti positivi su cuore e polmoni, ma anche sui livelli di PSA.

L’esercizio fisico intenso potrebbe aiutare gli uomini sotto sorveglianza per tumore della prostata non solo a migliorare la condizione cardiopolmonare, ma anche a controllare la progressione di malattia. Si tratta di un’ipotesi da confermare con dati più estesi e più accurati sul piano metodologico, ma è interessante. A presentarla un gruppo di ricercatori canadesi in un articolo apparso sul Journal of the American Medical Oncology, JAMA.

La ricerca è uno dei pochi lavori che ha indagato l’effetto di un programma di esercizio fisico su uomini con un tumore della prostata localizzato e sotto sorveglianza. Lo studio, chiamato Exercise During Active Surveillance for Prostate Cancer (ERASE), è stato condotto presso l’ospedale universitario di Alberta, in Canada, e ha coinvolto uomini adulti con una diagnosi di tumore prostatico localizzato e a rischio medio-basso. Questi pazienti erano tutti inclusi in programmi di sorveglianza attiva, che prevedono controlli periodici senza intervenire se il tumore resta poco pericoloso. Fra tutti i partecipanti, 52 persone sono state considerate per questo studio e suddivise a caso (è uno studio randomizzato) in due gruppi: uno che ha proseguito il normale programma di controlli e le usuali abitudini in termini di esercizio fisico, l’altro che ha aggiunto un allenamento HIIT (high-intensity interval training), che prevede sforzi ad alta intensità intervallati da brevi interruzioni, in tre sessioni settimanali per 12 settimane, utilizzando un tapis roulant e arrivando all’85-95 per cento del consumo di ossigeno.

Alla fine dello studio, nel gruppo super-allenato sono risultati migliorati la capacità aerobica, segno di benessere cardiorespiratorio, e sono risultati ridotti due importanti parametri biochimici del tumore prostatico, il PSA e la PSA velocity, potenziali indici del rischio di progressione della malattia. Nessuna differenza significativa, invece, per quanto riguarda i livelli di testosterone e il tempo di raddoppio del PSA.

Diverse ricerche hanno dimostrato i benefici dell’esercizio fisico per i pazienti durante e dopo i trattamenti per un carcinoma della prostata (migliora la funzionalità cardiorespiratoria, le funzionalità dell’organismo, riduce la fatigue e migliora la qualità della vita). Poco si sa invece degli uomini che seguono programmi di sorveglianza attiva, o vigile attesa. Questa ricerca dimostra che il movimento intenso, anche in un periodo di tempo limitato, come i tre mesi considerati, migliora i parametri cardiorespiratori e quelli biochimici legati alla salute della prostata. Serviranno altri studi, e altre corse sui tapis roulant, per verificare se questi miglioramenti sono duraturi e si traducono in benefici a lungo termine per i pazienti con tumore prostatico.

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