Lavoro agricolo di qualità: nasce la sezione provinciale di Potenza

È stato sottoscritto ieri mattina, nella sede della prefettura di Potenza, il protocollo per l’istituzione della sezione territoriale provinciale di Potenza della Rete del Lavoro Agricolo di Qualità di cui fanno parte prefettura, Inps, Regione Basilicata, Ispettorato territoriale del lavoro, Inail, Cia, Confagricoltura, Coldiretti, Ebat e i sindacati Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil. Si tratta della ventesima provincia in Italia che adotta tale protocollo. L’obiettivo è di promuovere un tessuto di aziende agricole fondato su presupposti etici e organizzativi che, garantendo la qualità dei processi e dei prodotti, valorizzino appieno il proprio potenziale economico e promuovano la crescita e il benessere dei territori in cui operano.

“Uno strumento importante – commentano con soddisfazione i segretari generali di Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil Basilicata, Giuseppe Romano, Vincenzo Esposito e Gerardo Nardiello – che ci servirà a contrastare il lavoro nero in agricoltura e il caporalato, attribuendo un marchio etico a quegli imprenditori meritevoli che applicano i contratti e agiscono nella legalità e nella trasparenza. Un ulteriore passo a tutela dei lavoratori ma anche delle aziende agricole che operano nel rispetto delle leggi. L’augurio – concludono – è che sempre più imprese aderiscano al protocollo. All’incontro di oggi seguiranno appuntamenti tematici con lo scopo di per verificare l’andamento del protocollo e sensibilizzare le aziende”.

L’istituzione della Rete del Lavoro Agricolo di Qualità è la prosecuzione del protocollo d’intesa per la prevenzione e il contrasto dello sfruttamento lavorativo in agricoltura e del caporalato stipulato il 14 luglio 2021 dai ministeri dell’Interno,  del Lavoro e delle politiche sociali, delle Politiche agricole e forestali e dall’Anci, secondo cui “la lotta al caporalato e allo sfruttamento del lavoro in agricoltura richiede di attivare le più efficaci sinergie interistituzionali nelle aree dove il rischio di sfruttamento lavorativo sembra essere più diffuso e da azioni concrete rivolte in primis ai lavoratori stagionali agricoli extracomunitari presenti sui territori, in particolare del Mezzogiorno, e nel contempo sostenere la realizzazione e la diffusione di progetti concreti promossi da associazioni di categoria operanti nel settore dell’agricoltura”.

“La cabina di regia garantisce la promozione di iniziative per incentivare l’iscrizione delle aziende alla Rete del Lavoro Agricolo di Qualità, la definizione di proposte concrete finalizzate all’introduzione di meccanismi premianti in favore delle aziende aderenti alla rete che intendano accedere a contributi e misure resi disponibili a livello nazionale e regionale nell’ambito del settore agricolo; il monitoraggio del mercato del lavoro e l’individuazione di buone prassi operative che possano favorire l’incontro tra domanda e offerta di lavoro nel settore agricolo in una cornice di legalità e in stretta collaborazione con i Centri per l’impiego; la condivisione e l’attuazione di programmi e percorsi personalizzati per favorire l’accesso delle vittime di sfruttamento lavorativo in agricoltura alle misure di politica attiva del lavoro; il rafforzamento delle attività di vigilanza attraverso l’impiego di task force congiunte tra Inps, Inail, Ispettorato del lavoro e forze dell’ordine; la realizzazione di funzionali ed efficienti interventi volti ad assicurare idonee condizioni logistiche e il superamento di criticità igienico sanitarie degli insediamenti spontanei di lavoratori stranieri impiegati in agricoltura, vittime o possibili vittime di sfruttamento lavorativo; la proposta e stipula di convenzioni con gli enti locali al fine di una migliore organizzazione del trasporto dei lavoratori fino al luogo di lavoro. Ancora, lo scambio di dati e informazioni in possesso di ciascuna delle parti per favorire azioni di contrasto al lavoro sommerso e all’evasione contributiva e ad assicurare la tutela dei lavoratori coinvolti; la promozione, in collaborazione con tutti i soggetti istituzionali interessati, dell’inclusione sociale nelle aree rurali, della sensibilizzazione in materia di sfruttamento lavorativo per un lavoro dignitoso in agricoltura, anche attraverso campagne di comunicazione istituzionale e sociale congiunte; l’adozione di iniziative volte a promuovere la cultura della legalità, il rispetto dei contratti collettivi nazionali e delle norme di sicurezza sul lavoro; la promozione di tavoli tecnici periodici sulle tematiche inerenti, eventualmente anche allargate ad altre associazioni e movimenti che operano nel territorio a tutela della legalità nel settore agricolo”.

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