La tredicesima fatica di Ercole

L’italiano mette in conto di essere preso in giro, un po’ gli sta anche bene, ma entro determinati limiti. Ecco ora io mi chiedo se il limite sia ormai vicino. E mi spiego. Green pass obbligatorio, vaccino no. Ma il green pass non serve a niente, lo sanno tutti e non fanno niente per nasconderlo. Esempio: a dicembre si terrà il concorso per diventare notaio. Rinviato più volte ora si celebrerà come sempre. Nessuna modifica. Tutti gli altri concorsi hanno subito modifiche, alleggerimenti, causa covid, ma i notai no. Loro tengono duro. Pensate che i candidati dovranno indossare le famigerate mascherine FP2 e tenerle, se va bene, per dodici ore e per tre giorni di seguito. Roba da uscire matti. Il concorso, difficilissimo di per sé, che vede tantissimi concorrenti che studiano anche da 5 o 6 anni, stressati da sempre, vedrà i concorrenti provare a dare il meglio di sé in condizioni davvero precarie, nonostante l’inutile Green pass, le mascherine e anche il tampone. Forniranno le penne, ma non i fogli, come se il contagio usi solo le penne per espandersi e cercare nuovi territori. Vabbè, passi. La cosa stupefacente è che sarà necessario, come si accennava, anche il tampone. Ed ecco che il Green pass mostra tutta la sua inutilità. In altri termini, sono vaccinato, ho il passaporto ma ai notai, al ministero della giustizia e a chi altri, non basta. E giustamente, perché un vaccinato è certo che può contagiarsi e contagiare e perché solo il tampone può dar prova di assenza di virus. A margine la difficoltà per i concorrenti di munirsi di un tampone che valga quattro giorni o anche cinque (i concorrenti arrivano a Roma dalla Sardegna, la Sicilia, il Friuli, quindi arrivano il giorno prima e devono arrivare tamponati!) residua la domanda  del perché sia obbligatorio il Green pass. Mistero della fede. O altro.

Ecco, occupiamoci dell’altro.

Anni fa, sotto il regno di Renzi primo, ministra della Salute Lorenzin, l’Italia divenne capofila mondiale per le campagne di promozione vaccinale. Evidentemente individuarono uno specifico tornaconto. Altrettanto evidentemente lo siamo ancora, capofila. E questo non può non avere ripercussioni nelle campagne vaccinali anti covid. E se siamo capofila vuol dire che dobbiamo perorare la causa del vaccino e non delle cure alternative, ovvero dobbiamo, noi soli, dichiarare obbligatorio il Green pass anche per lavorare o fare i concorsi, per costringere tutti a vaccinarsi. Talchè io sono libero di abortire, fra poco anche di farmi morire, ma non di ammalarmi, per esempio, di covid. Bizzarro, vero?

Abbiamo una missione, insomma, convincere il mondo a vaccinarsi. Nel contempo pare che lo Stato abbia già prenotato la quarta dose e la quinta, per una spesa quasi pari a due miliardi.

Bell’intrigo e bell’affare, insomma.

Nel frattempo, i magistrati e i medici debbono vaccinarsi e mostrare il Green pass, gli avvocati no. Chissà se perché devono ammalarsi o perché tanto chissenefrega. In aereo col Green pass e in metropolitana no. Tutto secondo un copione farsesco ben sponsorizzato, come già detto ieri, avendo lo Stato Italiano speso 70 milioni in due anni solo per spot pubblicitari sulla battaglia sanitaria e sulla bravura dello Stato a farci ritornare ricchi, sebbene la maggioranza di noi italiani si stia pericolosamente ma speditamente prendendo la strada della povertà.

Comunque un augurio ai nuovi eroi del concorso notarile, vera e propria nuova fatica di Ercole e buon vaccino a tutti, sotto la benedizione di Renzi, Lorenzin, Draghi e il mondo intero.

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