Insignire con l’Ordine cavalleresco del “Buon Ladrone”

di Rude La Clava

Osservando il buon Mattarella, presidente della Repubblica, mentre consegna medaglie di riconoscimento a tutto e tutti e con grande soddisfazione da parte di noi tutti scoprire quante eccellenze ci sono nel nostro Belpaese, mi ritorna alla mente una curiosa proposta che faceva un anonimo scrittore agli inizi dell’Unità d’Italia, nella seconda metà dell’Ottocento.

La proposta dell’anonimo scrittore consisteva nel riconoscere ufficialmente il “merito” di una particolare categoria, della quale l’Italia ne è piena, insignendola, con una medaglia: all’Ordine del bravo ladro, o come Cavaliere del miglior ladro, oppure Commendatore del Furto e anche con Gran Croce del mariuolo.

Appena fatta l’Unità d’Italia il re savoiardo abbondò nell’elargire riconoscimenti specie in onore di San Maurizio. Purtroppo all’Odine di San Maurizio appartennero ogni genere di persone e specie galeotti e noti ladroni.

Tanto denunciava il deputato De Viry nella Camera del Parlamento subalpino. Una prova di quanto rivelava il De Viry si ha nel 1868 al Tribunale di Marsiglia a seguito di una lite tra due cittadini francesi, dove uno chiedeva la restituzione di quarantamila lire all’altro che gli aveva fatto regalare (dietro pagamento), da un ministro italiano, la croce di  San Maurizio. La Gazzetta Piemontese riferì che la disputa si risolse con la condanna di chi aveva avuto la croce, di chi gliel’aveva procurata, del ministro che l’aveva data e dell’Ordine di San Maurizio che cadde sempre più in basso.

A causa di queste facili e mal riposte elargizioni onorifiche, quando la capitale d’Italia fu trasferita a Firenze, il Governo provvide a istituire l’Ordine della Corona d’Italia per recuperare l’onorabilità dei Santi Maurizio e Lazzaro tanto maltrattati prima.

Gli effetti si ottennero, prova fu data dalla Gazzetta del Popolo di Torino quando riportò la notizia che fu tolta la croce a un delinquente al quale era stata data in precedenza.

Sempre i giornali del tempo quando comunicavano un’avvenuta decorazione scrivevano: «È stata consegnata la croce dei soliti santi». In tal modo per non essere derisi, la maggior parte dei decorati rinunciava a esibire la “patacca”.

Chi derise maggiormente la marea dei decorati fu il deputato Ricciardi che enumerò in Parlamento la statistica dei sedicimila cavalieri.

Il deputato Corrado, invece, propose che tutti questi cavalieri fossero assoggettati a un’imposta.

Questi atteggiamenti portarono a non essere più considerati gli Ordini di San Maurizio e San Lazzaro che, col passare del tempo, finirono per cadere nel dimenticatoio.

Purtroppo l’Italia, oggi più che mai, annovera tantissimi ladroni che non hanno perso l’occasione di esercitare la propria “passione”, specie in questo momento difficile di pandemia, dove questi si arricchiscono senza scrupoli, esercitando la loro indegna inclinazione a ogni livello.

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