In aumento i prezzi di caffè, zucchero, latte e uova

La colazione al bar rischia di diventare un ‘lusso da ricchi’, con queste parole Assoutenti ha denunciato la continua tendenza al rialzo dei prezzi di caffè, latte, uova e zucchero che inevitabilmente finiranno con influenzare anche i costi di molti altri servizi, come appunto quelli della ristorazione. Un’ulteriore stangata in arrivo per il settore, già fortemente provato dopo la pandemia.

“Ogni giorno 5,5 milioni di italiani fanno colazione nei bar dislocati sul territorio, un appuntamento irrinunciabile che sia un caffè veloce al banco o una brioche consumata seduti al tavolo. Una abitudine che, tuttavia, potrebbe subire a breve pesanti modifiche a causa dei rincari dei listini all’orizzonte. Il costo delle materie prime degli alimentari che compongono i prodotti consumati durante la colazione ha infatti raggiunto i livelli più alti degli ultimi 10 anni“, ha dichiarato in una nota il presidente di Assoutenti, Furio Truzzi.
Concentrandoci su quelle oggetto di analisi e osservazione da parte dell’associazione, è emerso che da inizio anno le quotazioni del caffè sono aumentate dell’80% e quelle del latte del 60%.
All’aumento dei prezzi delle materie prime, che probabilmente raggiungerà il picco a Natale si devono poi aggiungere i rincari delle bollette di luce e gas, che si è iniziato a registrare già da ottobre. Esercenti, commercianti e imprenditori, dopo la crisi scatenata dal Coronavirus, potrebbero ora dover fare i conti con un’ulteriore emergenza.

I bonus sociali previsti per ammortizzare il costo delle bollette sono destinati infatti a determinate categorie di soggetti, mentre i bonus Covid probabilmente saranno i primi a scomparire a partire dal prossimo anno. Nella bozza della legge di bilancio, infatti, non si parla di contributi a fondo perduto nel lungo periodo. Ci sono però misure per ridurre le tasse, altre destinate alla crescita e ripresa post pandemia, ma per il testo definitivo dobbiamo ancora aspettare. Intanto, però, i prezzi continuano a salire.
Questa tendenza al rialzo dei prezzi delle materie prime, inevitabilmente, finirà con influenzare anche il costo dei servizi offerti ai consumatori finali. Stipendi e retribuzioni, però, rimangono sempre gli stessi, con un Italia che fatica a mantenere il passo con le principali Potenze europee.

Questa situazione, ha affermato il presidente di Assoutenti, “porterà inevitabilmente a rincari per le tasche dei consumatori, con i maggiori costi di materie prime ed energia che verranno scaricati sui listini al dettaglio. La classica colazione con cappuccino e cornetto consumata al bar potrebbe passare da una media di 2,4 euro attuali al record di 3,4 euro come conseguenza dei rincari di latte, caffè, zucchero, farine, burro, ecc., con un aumento del +41,6%. Per la classica tazzina di caffè espresso, invece, i listini potrebbero passare dagli attuali 1,09 euro a 1,50 euro, con un aumento del +37,6%. Un ‘caro colazione’ che modificherebbe fortemente le abitudini dei consumatori, portando un numero crescente di cittadini a rinunciare all’appuntamento quotidiano col bar”.

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