Iene più che cittadini

Troppo spesso vengono pubblicate notizie riguardanti indagini di polizia sui giornali. Se si tratta di personaggi noti, le notizie hanno gran risalto e di conseguenza diventano patrimonio pubblico, con la possibilità per chiunque di interpretarle come meglio crede o come meglio gli è utile, speculandoci sopra e facendone arma di battaglia politica.
Ebbene tutto questo è uno scempio e mostra un grado di inciviltà preoccupante.
Non a caso esisterebbe il segreto istruttorio, che poi diventa il segreto di Pulcinella, dato che con una facilità inusitata le notizie raccolte nell’ambito di un’indagine vengono pubblicate sui giornali.
Mi rendo conto che, di questi tempi, aspettarsi che i quotidiani omettano di pubblicare le notizie che scaturiscono da un’indagine è come chiedere a chi ha arrostito un pezzo di salsiccia, di riporlo proprio al momento in cui se lo sta infilando in bocca, ciononostante è bene sottolineare come la vita privata di ognuno non può essere sconvolta dalla pubblicità che se ne dà all’indomani di una misura cautelare o anche molto di meno.
Diverso è pubblicare l’esito di una sentenza, che è atto pubblico e viene pronunciata in nome del popolo italiano.
La tutela della privacy dovrebbe essere il fiore all’occhiello di una società civile, anche perché, se oggi si va a raccontare in giro delle mie frequentazioni o dei miei vizi e domandi vengo assolto, per l’opinione pubblica resterò sputtanato a vita, senza alcuna possibilità di difendermi rimanendo acclarate le interpretazioni dei fatti che ognuno avrà dato alle notizie dal divano di casa sua.
Non so se prevalga il diritto di cronaca riguardo ai fatti che sono coperti da segreto istruttorio, ma tempo proprio di no. Ciononostante la cattiva abitudine di raccontare le gesta private di tizio o di sempronio è ormai prassi quotidiana e non sconvolge nessuno; altro sintomo preoccupante assai.
La verità è che siamo diventati una società insensibile, affamata di gossip, felice delle sventure altrui, capacissima di approfittarne per interessi personali, di partito o di bottega.
Il garbo civico, la solidarietà, quella vera, il rispetto, sono valori ormai riposti in soffitta e la rissosità dei dibattiti televisivi è diventata lo specchio di una società malata.
Non bisogna aver timore di dirlo. Anzi. Dovremmo cominciare ad analizzare questi fenomeni di subliminale accanimento su chi sta passando una disavventura, perché alla fine iene non dovremmo essere.
O mi sbaglio?

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Luciano Petrullo
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One comment

  1. Senza contare che il documento sull etica della professione del giornalista OBBLIGA a riabilitare il nome del cittadino vittima di notizie di inchiesta false o del tutto da accertare. Sembra che al csm ci sia Barbara Durso
    A no ci volevano andare Spina e Palamara

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