G7: «Un fronte unito contro gli aggressori della democrazia»

Costituire un fronte unito contro gli “aggressori” che minacciano “la libertà e la democrazia”. È l’obiettivo del G7 Esteri di Liverpool secondo la padrona di casa Liz Truss, ministro degli Esteri britannico. “Dobbiamo unirci con forza per affrontare gli aggressori che cercano di limitare il campo della libertà e della democrazia”, ha dichiarato il capo della diplomazia di Londra nel discorso di apertura del summit, “per questo dobbiamo assolutamente parlare con una sola voce”.

Truss ha invitato a riflettere su come “ridurre la dipendenza strategica” e rafforzare la “architettura di sicurezza” delle grandi potenze che si dichiarano nel campo democratico di fronte a “l’autoritarismo”. Russia e Cina non vengono nominate ma il riferimento è chiaro. La Gran Bretagna è la più stretta alleata degli Stati Uniti nella strategia di contenimento della Cina ma la questione più immediata riguarda il crescente dispiegamento di truppe russe ai confini con l’Ucraina. Il governo degli Stati Uniti ha annunciato che invierà il suo assistente segretario di Stato per l’Europa, Karen Donfried, in Ucraina e Russia da lunedì a mercoledì, con l’auspicio di “progressi diplomatici per porre fine al conflitto nel Donbass”, l’area dell’Ucraina in mano ai separatisti filorussi, “attuando gli accordi di Minsk”.

Truss ha evocato la necessità di un “fronte unico contro l’aggressione russa” in un colloquio con il neo ministro degli Esteri tedesco, Annalena Baerbock che ha convenuto, così come il segretario di Stato americano, Antony Blinken, la necessità di “una risposta ferma” in caso di escalation. I ministri degli Esteri di Germania, Canada, Stati Uniti, Francia, Italia, Giappone e Regno Unito dovranno affrontare inoltre la crisi in Myanmar, dove l’ex leader del governo civile Aung San Suu Kyi è stata condannata a due anni di carcere dalla giunta militare che ha preso il potere lo scorso 1 febbraio. Preoccupa anche il negoziato nucleare iraniano, ormai impantanato.

“Il tempo sta scadendo”, ha ammonito Baerbock, osservando che Teheran ha riportato la trattativa “indietro di sei mesi”. Alcuni dei vertici in agenda sono estesi alle controparti di Ue, Corea del Sud e Australia. Domenica sono previste poi sessioni plenarie sulla sicurezza sanitaria globale e sulla regione indo-pacifica alla quale parteciperanno ministri degli Esteri dell’Associazione delle nazioni del sud-est asiatico (Asean). Subito dopo, Truss restituirà la visita e si recherà nel Sud-Est asiatico per visitare Malesia, Indonesia e Thailandia, un avvicinamento che ha come scopo contrastare l’espansione dell’influenza cinese nell’Indo-Pacifico.

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