Fp Cgil: pre intesa contratto funzioni centrali

di Giuliana Pia Scarano e Giulia Adduce, segretarie generali Fp Cgil di Potenza e Matera

È  stata firmata ieri la pre intesa per il contratto delle Funzioni Centrali, il comparto che raccoglie i lavoratori dei ministeri e delle Agenzie nazionali. Dopo il patto per il lavoro pubblico con il ministro Brunetta, stipulato lo scorso 10 marzo, il contratto collettivo nazionale del lavoro non può che mettere in atto ciò che in esso era contenuto.

Per quanto ci riguarda questo contratto segna una svolta, un cambio radicale rispetto al passato: il nuovo ordinamento professionale e il sistema di classificazione potranno restituire dignità all’impegno che tanti lavoratori pubblici hanno profuso in questi anni per offrire un servizio adeguato ai cittadini; questo nonostante la campagna denigratoria, lo svuotamento degli uffici per il mancato turnover e, infine, la pandemia.

È  un contratto che arriva a fine periodo perché relativo agli anni 2019/21 e che fa da apripista per quelli della Sanità e delle Funzioni Locali, che sono in discussione al tavolo dell’Aran e rispetto ai quali auspichiamo una trattativa sempre più serrata per dare un’adeguata risposta anche a questi lavoratori dei servizi pubblici. È  l’unico contratto di lavoro, del pubblico e del privato, che disciplina il lavoro agile, prassi indispensabile nella pandemia in cui è diventata la modalità ordinaria di espletamento dell’attività lavorativa, ma che ha mostrato tutti i suoi vantaggi sia per i lavoratori, che meglio conciliano la vita lavorativa con quella familiare, che per gli enti che hanno continuato ad erogare un buon livello di servizi seppur con mezzi spesso di fortuna.

Anche la parte normativa è stata migliorata attraverso una revisione dei congedi per le donne vittime di violenza e per i genitori.

Riteniamo di fondamentale importanza l’annullamento del limite di quattro mesi senza decurtazione, previsti nel CCNL precedente, per coloro che si assentano per espletare terapia salvavita dovute a gravi patologie. Dal punto di vista economico il contratto prevede un incremento retributivo medio di 90 euro, pari a circa il 3,78% sui tabellari.

Dopo una lunga e complessa trattativa, un buon risultato delle organizzazioni sindacali in un periodo così complesso, con la consapevolezza che i cambiamenti ottenuti non basteranno per cambiare la PA, che deve rinnovarsi nell’organizzazione e nella semplificazione dei processi, ma soprattutto deve essere destinataria di un piano assunzionale straordinario che rinvigorisca gli uffici, ormai semi vuoti a causa dei numerosi pensionamenti, e dia una risposta ai nostri giovani costretti a lasciare la nostra regione per trovare un lavoro. Il nostro impegno continuerà costante.

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