Eipli. Personale senza direttore. La Regione sorda a richieste sindacali

Riceviamo e pubblichiamo nota della Fp Cgil.

Si sta avvicinando anche la fine del 2021 e la società che doveva acquisire il personale e le attività dell’Ente irrigazione non ha visto la luce. Un altro anno difficile per i lavoratori dell’Eipli che, ancora una volta, hanno atteso invano il riconoscimento della loro professionalità, un contratto di lavoro stabile e un po’ di serenità. Ogni fine anno su alcuni di questi lavoratori pende una spada di Damocle che potrebbe portargli via un lavoro a cui sono appassionati e per il quale si sacrificano ogni giorno. Ci chiediamo come si può ancora pensare che un ente in liquidazione debba continuare a gestire otto importati dighe senza poter assumere nuove forze e valorizzare le attuali. Una contraddizione che dura ormai da un decennio e che vede l’alternarsi di commissari e direttori che si barcamenano tra risorse mancanti, ingenti debiti e una carenza strutturale di personale. Eppure l’acqua è un bene primario. Ed è proprio l’Eipli, con i suoi lavoratori precari e non, a farla arrivare alle nostre case, ai nostri campi e alle nostre fabbriche. Allora ci chiediamo perché nessuno ha interesse alla nuova società, perché la Regione è sorda a tutto questo. Neanche le risorse del Pnrr hanno spinto la politica a trovare una soluzione definitiva. È  finita l’era della commissaria piemontese Guglielmetti e, lo scorso mese, il ministero dell’Agricoltura, organo vigilante, ha conferito l’incarico a un tarantino, Nicola Fortunato, che si è messo subito al lavoro. Cambiamento e legalità le parole utilizzate al primo incontro, ma intanto bisogna far fronte a problemi immediati: si devono trovare le risorse per gli stipendi, occorrono le proroghe per 36 precari e bisogna assumere per garantire la turnazione sugli impianti. E che dire del direttore? Dopo la selezione del vecchio commissario tutto si è fermato tra ricorsi e beghe legali, l’Ente è andato avanti con facenti funzione che hanno fatto quello che potevano. Come Fp Cgil non possiamo che apprezzare la volontà di cambiamento, ma ribadire, come facciamo ogni volta, che si deve trovare il modo per mettere un punto e svoltare. La fatiscenza degli impianti e la precarietà in cui vivono tutti i lavoratori dell’Eipli non giova a nessuno. Per quanto ci riguarda, noi ci siamo e lotteremo al loro fianco ogni giorno non solo per garantire posti di lavoro e diritti, ma soprattutto perché si arrivi a una stabilità che assicuri a tutti le condizioni che ogni struttura dovrebbe avere, dalla sicurezza degli impianti alle possibilità di crescita dei propri lavoratori”.

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radionoff
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