È morto il filosofo Escohotado, sostenitore delle droghe libere

È morto a Ibiza all’età di 80 anni il filosofo e saggista madrileno Antonio Escohotado, sostenitore della legalizzazione delle droghe, autore di “Historia general de las drogas” e “Los enemigos del comercio”. Lo ha riferito la famiglia su Twitter. “Riposo in pace circondato dalla mia famiglia”, si legge nel messaggio pubblicato sull’account a nome del pensatore, che viveva nell’isola delle Baleari ed era malato di cancro.

Escohotado si era trasferito nella sua casa di Ibiza mesi fa per trascorrere i suoi ultimi giorni, come lui stesso aveva commentato. Sabato pomeriggio le sue condizioni si sono aggravate ed è stato ricoverato al Policlinico Nuestra Senora del Rosario. È morto stamani intorno alle 7:30.

Sociologo, saggista e filosofo, Escohotado è stato professore di Filosofia del diritto e Sociologia presso la Facoltà di Scienze Politiche e Sociologia fino al suo ritiro nel 2013, e come scrittore ha pubblicato una ventina di opere su vari argomenti, dalla storia del consumo dalle droghe all’evoluzione del comunismo o della morale e degli usi sessuali. Traduttore di grandi intellettuali come Newton, Hobbes o Bakunin, ha raggiunto notorietà per la sua posizione antiproibizionista sul consumo di droga.

La libertà era l’asse del lavoro e della vita del pensatore: libertà di consumare droghe, libertà dal totalitarismo, libertà sessuale e libertà di difendere i propri criteri al di sopra delle convenzioni sociali e ideologiche.

Il sociologo, saggista e docente, autore di una ventina di libri, ha coltivato in gioventù il comunismo rivoluzionario ed è morto da punto di riferimento del liberalismo. Immerso nella vita hippye di Ibiza negli anni ’70, Escohotado ha fatto parte del gruppo che ha gettato le basi di quello che sarebbe diventato uno dei locali notturni più importanti dell’isola più disco del mondo, l’Amnesia.

Il giornalista Ricardo F. Colmenero, che ha recentemente pubblicato un libro basato su mesi di conversazioni con il filosofo, ha così sintetizzato l’ampiezza dell’esperienza di vita e intellettuale del pensatore: “Sembra che Antonio Escohotado abbia vissuto cento vite”.

Si è formato come giurista e filosofo influenzato da Ortega, Gasset e Zubiri, per poi giungere a Freud e soprattutto a Hegel, del quale analizzò la filosofia della religione nella sua tesi di dottorato ‘La conciencia infeliz’ (1972). Questa opera, insieme a ‘Realidad y sustancia’ (1985, un’incursione nel campo della logica e della metafisica pura) è la base del suo pensiero.

Politicamente fu un pensatore singolare, a volte incompreso, poiché non rientrava nel tradizionale asse sinistra/destra, ma si concentrava piuttosto sulla questione libertà/autoritarismo. Inquieto nello spirito, vicino al comunismo, si interessò alla psicoanalisi e presto si trasferì nella Val d’Aran (Lerida, Catalogna) poi a Gredos e infine a Ibiza, dove visse per 15 anni e fu un esponente importante della cosiddetta “Ibiza generation”, gruppo di giovani ribelli e progressisti che si stabilirono sull’isola per vivere fuori dai canoni.

Grande studioso di psicofarmaci, ne scrisse e venne addirittura perseguitato e processato per le sue posizioni antiproibizioniste sulle droghe. Nel febbraio 1983 fu arrestato a Ibiza per possesso di droga, evento scandalizzò gli ambienti universitari e la società in generale, soprattutto perché avvenuto pochi mesi dopo la partecipazione a uno dei programmi de “La clave”, nel quale sosteneva la legalizzazione delle droghe, e nel 1988 è stato condannato a due anni e al pagamento di una multa per traffico di droga. Per le sue posizioni è stato respinto da alcuni ambienti accademici dopo la pubblicazione di ‘Chaos y Orden’, opera per la quale gli è stato assegnato l’Espasa Essay Prize nel 1999.

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