Draghi e la politica, nemici per la pelle

Lo Stato, pardon, Draghi, riconosce il diritto di non vaccinarsi. Questo sembra un dato acquisito. Non ce ne sarebbe bisogno di sottolinearlo, costituzione alla mano, ma di questi tempi è meglio essere pedanti. La prova sta tutta nel fatto che non impone, lo Stato, pardon, Draghi, l’obbligo vaccinale. Quindi chiunque può non vaccinarsi e nessuno può battere ciglio, storcere il muso o mettere il broncio. Posto questo dato, rileva che anche il lavoro costituisce un diritto e dal momento che un diritto non elide l’altro, chi non intende vaccinarsi continua a godere del diritto al lavoro.

Dall’altro lato occorre rendersi conto che finora la strategia distanziamento – mascherine – misure di sicurezza – disinfettanti ecc. – pare abbia funzionato e, senza alcuna necessità del green-pass obbligatorio per lavorare, le cose vanno indiscutibilmente, numeri alla mano, meglio.

Cionondimeno lo Stato, pardon, Draghi, ha imposto, da oggi, il greenpass obbligatorio per accedere al posto di lavoro, cioè per beccarsi lo stipendio, che rimane il prezzo dell’esercizio del diritto al lavoro.

Consequenzialmente il diritto di non vaccinarsi o quello al lavoro, insomma uno dei due, viene palesemente violato. E senza che ce ne sia bisogno, visto, come detto, che le cose stanno andando alla grande.

Ora occorre capirsi su cosa significa politica.

Questa consiste nell’esercizio del potere finalizzato agli interessi comuni. Per questo vengono stabiliti dei diritti, le loro tutele, dei doveri e le sanzioni in caso di loro violazione.

Quindi se, stabiliti alcuni diritti, li stessi vengono violati dallo Stato, pardon, Draghi, non c’è più politica, bensì un esercizio del potere per il potere non ancorato al rispetto dei diritti, ma ad altro e qui non interessa sapere cosa.

Ed ecco, quindi, i limiti di Draghi. Un uomo che sa ben esercitare il potere ma che non sa o non vuole sentir parlare di politica. Ed è per questo che ha tacitato partiti e camere (ma non ci voleva molto), ed è per questo che calpesta sacrosanti diritti, peraltro, senza che ce ne sia l’assoluta necessità, ed è per questo che tira dritto fregandosene di tutto e di tutti, ivi inclusi disagio e diritti violati.

Occorre, quindi, un ritorno alla politica, cioè al bilanciamento dei poteri, alle regole della democrazia, che questi poteri riesce a controllare con determinati contropoteri, separandone l’esercizio, al rispetto di quei diritti riconosciuti e conclamati.

Oggi si sciopererà in tutta Italia, per manifestare il dissenso, e per manifestare contro la fine della politica, l’indifferenza al disagio e la violazione dei diritti.

Chi ancora non l’ha capito, temo non lo capirà mai, così come non capirà mai cosa sia la libertà, come è bello saperla esercitare, cosa siano i diritti fondamentali e il loro sacro rispetto e cosa sia la civiltà, giuridica e non.

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Luciano Petrullo
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One comment

  1. Purtroppo ci sono anche i revisionisti che non tollerano come una pagina di verità possa far crollare cento pagine di idiozie. Come chiamare questo?

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