Danni cinghiali in aziende agricole Parco Appennino Lucano

Una delegazione di Agricoltori CIA di Brienza, Sasso di Castalda e Pergola di Marsiconuovo, accompagnati dal Coordinatore CIA Potenza-Matera Donato Distefano, ha incontrato oggi nella sede del Parco Appennino Lucano Val d’Agri Lagonegrese il commissario Giuseppe Priore per discutere di una serie di problematiche che riguardano il settore e le attività agricole all’interno del parco.

“Nell’incontro – molto franco e diretto (considerato lo stato di sfiducia che serpeggia fra gli Agricoltori) – grande attenzione è stata riservata all’annosa e drammatica questione rappresentata dai danni sempre più ricorrenti e consistenti registrati nelle aziende agricole da parte della fauna selvatica ed in particolare dai cinghiali. Lo stato di disagio e di grande difficoltà che vivono le tantissime aziende agricole – hanno evidenziato gli agricoltori – è sotto gli occhi di tutti, la conferma viene anche dall’aumento delle domande di risarcimento (le aziende danneggiate sono molto più numerose in quanto spesso i piccoli produttori non denunciano), vi sono aziende che da alcuni anni non riescono più a chiudere i cicli agronomici ordinariamente, a partire dalle aziende zootecniche che presentano danni anche su areali a prati ed erbai oramai non più fruibili, in quanto si registrano danni sia in occasione di lavorazioni connessi alla preparazione delle produzioni come le semine (molte superfici vengono divelte e scavate) cosi come pure quanto vi sono colture a maturazione pronte per la raccolta tutte conseguenza di ricorrenti invasioni di branchi di cinghiali sempre più numerosi e sempre più aggressivi. In questo quadro e considerato che oramai gran parte degli areali produttivi dei Comuni di Brienza, Sasso di Castalda e Marsiconuovo sono sottoposti a una forte pressione-aggressione da parte della crescente popolazione faunistica, sono state avanzate e analizzate nelle more di una più generale rivisitazione delle norme in materia di contenimento e gestione della fauna selvatica sui territori alcune proposte e possibili contromisure. Nello specifico sono state avanzate le seguenti idee-proposte: la possibilità a favore dell’agricoltore possessore di regolare porto d’armi che procedere all’abbattimento di fauna che provoca danni o asporta dal proprio fondo produzioni o beni aziendali; ove ne ricorrono le condizioni in areali che presentano una fortissima pressione della popolazione faunistica (forte pressione faunistica a tutela anche della pubblica incolumità) concordare con il Parco da parte dei Sindaci dei Comuni interessati specifiche ordinanze finalizzate ad abbattimento di fauna; individuare aziende agricole sentinelle alle quali fornire chiusini o gabbie per catturare fauna e in specie cinghiali; riparametrare il risarcimento dei danni subiti in ragione delle effettive perdite e tenendo conto dei costi per gli investimenti agronomici sostenuti; inserire nelle colture indennizzabili anche i prati e gli erbai permanenti; attivare previa regolare autorizzazione della Regione Basilicata i carnai aziendali cosi come già in essere in altre Regioni d’Italia”.

Il Commissario, che la delegazione Cia ha ringraziato per la disponibilità e per l’attenzione che riserva al settore agricole, si è reso disponibile ad analizzare nel merito la fattibilità delle proposte avanzate e si è riservato nel giro di pochi giorni di fornire specifici e dettagliati riscontri circa la praticabilità di quanto proposto.

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