«Contratti di sviluppo strumento utile ma non bastevole»

di Roberto Cifarelli, consigliere regionale lucano del PD

Seppure dopo troppi mesi di incomprensibile gestazione, il Consiglio regionale ha approvato ieri all’unanimità, quindi anche con il voto favorevole del Partito Democratico, il regolamento per i Contratti di Sviluppo a valenza regionale. Il nostro voto positivo è stato motivato dall’urgente necessità di mettere a disposizione delle imprese piccole, medie e grandi, uno strumento utile per contribuire a far ripartire l’economia regionale dopo i disastrosi numeri registrati nel 2020 ed il timidissimo rimbalzo del 2021 che collocano la Basilicata indietro persino alle altre regioni del Mezzogiorno.
I ritardi accumulati dal governo regionale nella definizione del piano strategico e, in parallelo, di adeguate politiche industriali, fanno si che questo strumento, ripetiamo, assolutamente utile anche come attrattore di investimenti da fuori regione, rischia di consegnarci risultati limitati rispetto alle potenzialità che pure potrebbero esprimere le nostre aree industriali.
La individuazione di eventuali specializzazioni produttive delle singole aree industriali, le sinergie merceologiche con le regioni confinanti, la creazione di ecosistemi produttivi, la contemporaneità con investimenti nell’istruzione e formazione professionale, il trasferimento tecnologico e gli investimenti in innovazione, ricerca e sviluppo, sono gli ingredienti minimi di una vera idea di rilancio delle politiche industriali di cui i contratti di sviluppo sono solo uno degli elementi portanti.
Ci auguriamo che si possa recuperare il tempo perduto, anche in vista della programmazione dei fondi Fesr ed Fse 2021/27, per i quali si registra un uguale ritardo, e del Pnrr che se non ben programmati difficilmente potranno centrare gli obiettivi che spesso retoricamente vengono annunciati. In un momento così complicato, però, non era nostro interesse strumentalizzare le evidenti carenze del centrodestra lucano, perché, seppure all’opposizione, abbiamo a cuore esclusivamente le sorti dei lucani.
Il “diritto a restare” dei giovani lucani va ricercato e perseguito giorno per giorno avendo una visione chiara e condivisa di futuro ed attraverso la conseguente coerenza della concretezza delle azioni.

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