Come cambiano i tempi

Come cambiano i tempi, si arriva inevitabilmente a dire a una certa età. Ma non è uno sproposito, effettivamente i tempi cambiano. Pensiamo a quanto sia cambiata la sensibilità, per esempio, a sinistra. Qualche annetto fa, nella stagione degli scioperi selvaggi, contava poco che tizio non potesse prendere il treno per andare anche a farsi una visita medica o a lavorare, perché c’era lo sciopero dei macchinisti, oppure chi non voleva scioperare non riusciva a entrare facilmente a scuola per fare lezione. In entrambi i casi portati a esempio il diritto di scioperare, di manifestare, di protestare era ritenuto superiore a quello del lavoratore o dello studente. Quella era la sensibilità, a senso unico e, forse, arrivo a dire, pure giustamente.

Oggi non più. A sinistra è venuta fuori la sensibilità per i commercianti e i ristoratori che non possono lavorare a causa di chi manifesta contro il green pass. E poi oggi c’è preoccupazione, soprattutto a sinistra, ma anche nell’ondivaga opposta fazione politica, che, perbacco, l’economia ora che sta riprendendosi non vogliamo bloccarla di nuovo con le manifestazioni?

L’inversione di tendenza si sposa con un connubio diverso fra la sinistra e il suo elettorato: se prima era l’operaio, il disagiato, il povero, l’indifeso a guardare a sinistra, oggi è l’imprenditore, il burocrate, il professionista, la grande impresa. Questo cambiamento è figlio ovviamente del fatto che oggi la sinistra governa.

Di conseguenza ne deriva che, nel vuoto ideologico, chi governa tutela dapprima chi non ha problemi, mentre chi si oppone tende a mettere assieme i cocci dei più dimenticati.

Il problema è che oggi come oggi governano tutti e sembra proprio che la cosa sia gradita a ogni partito, di modo che è difficile pensare a un prossimo novello bipolarismo, o a un prossimo governo che sia di maggioranza, con la fisiologica opposizione.

La democrazia gioca tutta la sua credibilità sul confronto fra maggioranza e opposizione, dove la seconda controlla la prima e cerca di soffiarle il primato di consensi. Senza, semplicemente non è democrazia e la si può chiamare come si vuole, tanto il risultato non cambia.

Per un periodo il dissenso lo ha veicolato il M5S, oggi neanche loro ci pensano, comodi come si trovano sugli scranni che contano. Quindi il dissenso non ha piloti istituzionali. Questo significa che o lo reprimi, fino a quando ci riesci, o può prendere le più svariate strade, rispondendo solo a se stesso.

Per questo è legittimo affermare che la nostra non è più una democrazia, perché si è costretti a reprimere il fisiologico dissenso. Questa soluzione è evidentemente pessima, perché ogni repressione finisce male. Ed è per questo che la democrazia è ancora il miglior sistema politico, proprio perché attraverso la mediazione, il dissenso può trovare soluzioni all’interno del meccanismo decisionale.

Difatto, poi, non esiste opposizione, o perché esclusa dai governi cosiddetti di unità nazionale, o perché esclusa nei fatti da quella forma di latente consociativismo, che, lungi dallo scomparire, vegeta beato, soprattutto nei governi regionali o cittadini.

Quindi e in conclusione, riproducendo il lessico televisivo, potremmo dire che così non si va da nessuna parte, ma di cosa stiamo parlando, oppure ancora gnegnegnè gnegnegnè, che vale per tutte le iconiche espressioni del misero linguaggio politico.

– Ecco, eri partito con un discorso serio e finisci con le solite menate.

– Sì, chiamale menate. Il fatto è che non bisogna prendersi mai troppo sul serio, tipo quelli in TV che, giuro, arrivano a crederci a quelle scemenze che dicono.

– Tu dici che ci credono? Ma non può essere!

– Eccome che ci credono, e questo è il dramma.

1 commento su “Come cambiano i tempi”

  1. Telesca Antonio

    Ha toccato tasti dolenti. La risata ci salverà, ma quella collettiva che fa cadere dalle sedie la nuova aristocrazia italiana.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Torna su

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi