Cialtroni è bello

Si parla tanto del genio italiano. Autovetture, arte, moda, architettura, scienze e tanto altro. Ma c’è una specialità tutta italiana che davvero raggiunge le vette di eccellenza già nominate, con la variante, non di poco conto, di essere anche numericamente poderosa.

In altri termini se contiamo uno scienziato, qualche stilista, un paio di architetti, dico di levatura planetaria, nella specialità di cui amabilmente provo a trattare in questa mia umile esposizione, ebbene, sorbole, ne contiamo anche esempi, come dire, a iosa. E’ la fantasmagorica categoria dei cialtroni.

Ne produciamo con numeri industriali, in ogni branca, settore, scaffale, rivolo sociale, ente, istituzione, senza dimenticare il settore privato delle professioni, il commercio e la preparazione della pizza Margherita.

Come definireste, infatti e per esempio, quell’esercito di parlamentari che non reclamano, come potrebbero e dovrebbero, il rispetto del ruolo che istituzionalmente loro compete, succubi, come sono, delle bizze del capo partito e del premier, se non, anche, del Presidente della Repubblica, quella figura metà uomo e metà santo che anche quando ha il singhiozzo sembra che produca saggezza?

Oppure come chiamereste, se non cialtroni del massimo livello, quei sedicenti detentori della verità, che, pur contraddetti in maniera clamorosa il giorno dopo, conservano l’aspetto sicuro di un vincente nato? Ne vediamo e sentiamo tanti, soprattutto in questo periodo, sono bellissimi, litigano anche fra di loro, si azzuffano, querelano, ma tutti conservano l’aplomb del saggio nella versione più generosa e cioè di quello che non trattiene per sé solo la saggezza ma la distribuisce a piene mani, fa niente se dietro il pagamento di un lauto compenso.

E delle cariche istituzionali che puntano il dito accusatore che dire? Anche nella giustizia chi punta il dito non decide, a decidere infatti non è l’accusatore ma un giudice terzo. E nei confronti degli italiani un governo, l’Istituzione massima, non può puntare dita accusatrici, creando buoni e cattivi, dividendo, seminando l’odio sociale. Cialtroni?

E quei laureati di risulta che si affannano a svolgere le loro professioni senza aprire un libro, spacciandosi per competenti e poi magari chiedendo come si fa in giro? Cialtroni?

E i raccomandati, altro imponente esercito, falange di ogni governo, che sanno di barare e che quindi imbrogliano, non sono dei cialtroni d’eccellenza?

O gli insegnanti, professori o meno, che da quando insegnano credono di non aver bisogno più di studiare, i burocrati incapaci e pigri, se non corrotti, hanno nei cromosomi una buona dose di cialtroneria, o no?

Ma poi come non pensare ai moralisti della domenica, ai ricchi di sinistra, a quelli che parlano con supponenza a un microfono violentando l’italiano o agli spettatori di professione, ebbene non sono un esempio della miglior cialtroneria?

Beh, possiamo con orgoglio dire che siamo fra i paesi che producono il maggior numero di cialtroni, ne abbiamo fatto una bandiera, vorremmo esportarli, invadere il mondo per farlo vivere tutto intero sotto questa atmosfera incredibilmente sfavillante della cialtroneria. Creiamo un corso di laurea, avremo iscritti da tutto il mondo, perché cialtroni è bello, comodo, non esige certificazioni terze, basta la propria.

E poi che corpo insegnante avremmo. Diavolo di un cannone a salve!

A chi poi non apprezza la cialtroneria, a chi si trastulla nel vedere l’universo in una goccia d’acqua, in una richiesta di aiuto, nello sguardo di un cane, beh, che peste lo colga, non è un patriota, ma quantomeno una spia, da spedire in galera, crocifiggere o semplicemente ignorare.

Però, inutile negarlo, alla cialtroneria siamo affezionati. Senza non sapremmo come. Quando una cosa funziona, foss’anche il treno in orario, ancora ridiamo stupefatti e felici, come bambini che hanno fatto tombola.

Quindi, che dire, cialtrone è bello. Noi siamo fatti così. Prendere o lasciare.

(-Io lascerei -diamine, non farti sentire, cazzo -va bene -ecco, zitto e sorridi, perfetto, sì, come un idiota!).

Default image
Luciano Petrullo
Articles: 123

One comment

  1. I piu deleteri poi, sono quelli che si nascondono dietro parole altrui, pescati a giocare, invece di capire che se il potere non si mette mai in discussione ci sono derive problematiche.

Leave a Reply