Chiuse le parentesi al femminile, senza traumi, senza applausi

La città di Roma tornerà a guida maschile. La parentesi della sindaca Raggi si è conclusa senza traumi (Roma era anche abituata ai commissari), ma senza applausi. Raggi è stata l’unico sindaco donna della storia della capitale. Neanche i tanti commissari succedutisi per i più svariati motivi hanno mai visto una figura al femminile. Si potrebbe pensare a una sorta di ostilità della politica verso il mondo femminile e il rammarico è che proprio le forze politiche da sempre più manifestamente schierate per una vera parità di genere, quelle che apparentemente mostrano una maggiore sensibilità al problema, sono quelle che oscurano la visibilità delle loro donne, limitandosi a spedirle in tv, novelle veline del cosiddetto progressismo.

E’ un dato di fatto che, invece, l’unico partito a guida consolidata femminile, sia quello additato di amoreggiamento con la destra considerata, più a torto che a ragione, fascista.

Insomma c’è chi la teorizza, la parità di genere, e chi la pratica, senza enfasi e senza clamori.

Ormai non si sente dire più in giro, comunque, che un mondo al femminile sarebbe migliore, come era in uso fino a poco tempo fa.

La verità è che il mondo sarebbe migliore se tutto il genere umano fosse migliore, ovvero se andassero avanti, per ogni ruolo o funzione, quelli più adatti a svolgerli, per bravura, predisposizione se non proprio per vocazione.

E’, invece, evidente che la vita va avanti per slogan, nel senso che gli slogan diventano criteri, ma dato che lo slogan non ha niente dietro, cioè nessuna sostanza, ecco che anche i criteri in uso sono solo apparenti.

Una vita sorretta da slogan è quindi una vita di mera forma, di facciata, e lascia che i contenuti possano stravolgere ogni valore. Mi spiego. Avere una legge, per esempio, non basta, se la corruzione è capillare, perché in un mondo corrotto a pagare è sempre il più debole, cioè il meno tutelato, cioè l’onesto e rispettoso di ogni legge. La vita va avanti lo stesso, certo, perché l’essere umano, soprattutto se made in Italy, ha una capacità di adattamento impressionante, si modula a seconda delle circostanze.

Addirittura si ritiene generalmente che chi sostiene un principio in maniera coerente, applicandolo alla lettera, sia una persona tanto intransigente da intralciare l’andamento delle cose, diventa quindi addirittura un ostacolo.

Pensate al mondo del lavoro, dove c’è uno che zappa e dieci che fanno solo finta; ebbene a pagare sarà quello che zappa, giammai gli altri dieci. Ma in una Italia governata solo da maschietti, si celebra il ritorno della tessera per poter lavorare. Una volta era quella del fascio, oggi è quella sanitaria. L’Italia ha percorso oltre settant’anni di rincorsa della civiltà per riscoprire valori antichi: niente più privacy, manifestazioni a rischio, tessera per lavorare, presidenzialismo di fatto, parlamento solo a corredo. Si chiama sempre democrazia, ma come con gli slogan, la facciata è democratica la sostanza lo è meno. Molto meno.

2 commenti su “Chiuse le parentesi al femminile, senza traumi, senza applausi”

  1. Gabriella Carelli

    Leggo sempre con piacere, per l’abilità/esperienza nel dare la migliore forma letteraria alla realtà analizzata.

I commenti sono chiusi.

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