Carie dentale: cos’è, sintomi, cause, diagnosi e cura

di Dott.ssa Maria Rosaria Cuccurullo

La carie rientra nella categoria delle infezioni dentali, più nello specifico è una malattia degenerativa che colpisce i tessuti duri del dente. In una prima fase aggredisce lo smalto e poi la dentina. Se non viene fermata in tempo però la carie può raggiungere anche la polpa dentaria, ovvero il tessuto molle situato all’interno del dente che contiene il nervo, i vasi sanguigni e le cellule capaci di produrre la dentina, e da qui degenerare in altre patologie come: pulpite, ascesso, cisti, granuloma, gengivite e piorrea.

Diverse tipologie di carie: superficiale, cavitata, radicolare e su denti da latte

Finché l’azione distrttiva dei batteri si ferma allo smalto si parla di carie superficiale, che è praticamente asintomatica. Quando, invece, l’aggressione tocca la dentina, magari distruggendola completamente, ci si trova di fronte a una più grave e dolorosa carie cavitata.

Diverso, invece, è il caso della carie radicolare, così chiamata perché si manifesta vicino alla radice del dente, in prossimità della gengiva, spesso causando una recessione della stessa. Un discorso a parte lo meritano le carie che si sviluppano durante l’infanzia. Il fatto che i denti dei bambini (quelli da latte) siano destinati a cadere induce molti genitori in errore facedogli trascurare la necessità di curarle. Invece di fronte a dentini cariati è importane andare quanto prima dal dentista.

Quali sono le cause dei denti cariati?

Ma da cosa (o da chi) è causata la carie? I principali responsabili dei denti cariati sono i batteri che popolano il cavo orale. Si tratta di microrganismi che si trovano naturalmente nella bocca umana e che, in condizioni normali, non provocano alcun danno. I problemi sorgono quando questi batteri si annidano nella placca e vengono messi in condizione di nutrirsi di residui di alimenti, rimasti attaccati ai denti o negli spazi interdentali. Mangiando tali zuccheri, infatti, liberano lattato una sostanza particolarmente acida che riesce a intaccare lo smalto dei denti. In questo modo si crea un varco che consente ai batteri di penetrare dentro il dente aggredendo prima la dentina, che è “più debole” dello smalto perché composa da una maggiore percentuale di tessuto organico, e poi la polpa.

Fattori di rischio da conoscere

Vediamo quali sono i principali fattori di rischio che possono facilitare il formarsi delle carie sui denti.

  • Struttura genetica dei denti, la carie come moltissime patologie umane può essere incentivata da fattori genetici.
  • Conformazione della bocca e della dentatura, denti storti o molto spaziati tra di loro possono essere tra le concause delle carie dentali. I residui di cibo, che alimentano l’azione batterica, in questi casi possono depositarsi più agevomente e sfuggire al passaggio dello spazzolino.
  • Caratteristiche della saliva. Visto che l’insorgenza delle carie è strettamente legata al livello di acidità della bocca, la saliva gioca un ruolo da protagonista. Infatti è suo il compito di mantenere un corretto equilibrio del pH orale, oltre che svolgere una funzione immunitaria. Quindi se la produzione di saliva si abbassa o questa diventa più acida, le carie trovano terreno fertile per attecchire.
  • Presenza di placca dentale. La placca è il luogo che fornisce ospitalità e nutrimento ai batteri. Ecco perché è direttamente implicata nelle carie ai denti. Si conferma, quindi, l’importanza di una buona igiene orale che la rimuove completamente e con attenzione.
  • Cattive abitudini alimentari. Il consumo eccessivo di alimenti contenenti zuccheri può alterare l’equilibrio acido della bocca e quindi creare un ambiente favorevole a dar vita a denti cariati. Perciò è buona abitudine evitare o moderare il consumo di cibi che favoriscono la carie, come caramelle, dolci e bevande zuccherate. Viceversa ben venga l’assunzione di alimenti con sali minerali che rinforzano i denti.

I sintomi delle carie ai denti

I sintomi più comuni dei denti cariati sono:

  • mal di denti
  • sensibilità dentale al caldo e al freddo
  • presenza di macchie scure sui denti
  • presenza di fori.

Diagnosi e cura della carie

Le scelte su come curare le carie dipendono dalle sue caratteristiche e da quanto abbia già aggredito il dente.

  • Le carie superficiali, quelle che non danno sintomi dolorosi perché ancora circoscritte allo smalto, non richiedono interventi invasivi. Possono essere trattate con del fluoro che le rende carie secche e quindi innocue.
  • L’otturazione, invece, è la soluzione più  diffusa e conosciuta e si applica quando la carie ha attaccato la dentina senza però raggiungere la polpa. In questo caso, il dentista rimuove la porzione di dente malato, disinfetta l’area e termina otturandola con un materiale particolare.
  • Se il dente risulta particolarmente indebolito si può rendere necessaria la creazione di una corona che sostituisce quella originale. I progressi tecnologici permettono oggi di offrire delle atturazioni e delle corone esteticamente impeccabili, che non si notano e non rovinano il sorriso.
  • Se invece la carie si è spinta fino all’estremo, l’unico rimedio possibile per salvare il dente è la devitalizzazione che comporta la rimozione della polpa e la sua sostituzione con materiali compatibili sia fisiologicamente che esteticamente.
  • Infine l’eventualità di una estrazione del dente in seguito a una carie è piuttosto remota, si tratta di una soluzione estrema praticata solo quando il dente è irrimediabilmente compromesso e non piò essere salvato.
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