Caporalato, cosa si nasconde dietro la facciata

di Alessandro Zenti

L’Italia, produce circa 36 milioni di tonnellate di ortofrutta: circa 18 milioni di frutta, oltre 14 milioni di ortaggi e circa 4 milioni di agrumi, ” questo quanto affermato da Paolo Bruni presidente del Centro servizi europei che associa molte delle aziende italiane leader nella produzione e nella commercializzazione dell’ortofrutta nazionale. A questo ci aggiungiamo che secondo la Coldiretti la sola Capitanata produce il 40% del pomodoro italiano. Numeri che ci inorgogliscono, sì ma non tanto.
Durante la pandemia ci siamo resi terribilmente conto di quanto queste persone, i braccianti, siano davvero indispensabili all’economia italiana.
Ma dietro i numeri dell’economia italiana chi c’è davvero? Se da una parte c’è la grande distribuzione che schiaccia un po’ tutti con le fredde offerte del volantino, dall’altra spesso ci sono situazioni che con la legalità davvero non hanno nulla a che vedere. Lo sanno bene gli abitanti del ghetto di Borgo Mezzanone o, come si usa dire in maniera edulcorata, insediamento informale.
Tra Foggia e Manfredonia, precisamente nel territorio di Manfredonia (comune sciolto per infiltrazioni mafiose) vi è la baraccopoli europea più grande dopo lo smantellamento de La giungla di Calais (in uso da gennaio 2015 ad ottobre 2016). È situata sulla pista di atterraggio dell’ex aeroporto militare e viene denominato appunto “La Pista”. A pochi passi un C.A.R.A. (Centro di accoglienza per richiedenti asilo) gestito dai militari. Nel tempo la pista ha accolto dapprima migranti provenienti dall’est Europa, oggi integrati, e adesso migranti economici, provenienti dall’Africa subsahariana. Come ampiamente documentato, dal 2003 ad oggi, questo luogo ha visto una crescita esponenziale dei residenti.
Le condizioni di vita all’interno del ghetto sono pessime. Acqua non potabile e solo da pochi rubinetti e totale assenza di servizi igienici. I Bisogni fisiologici di giorno all’aperto, ogni migrante si allontana dalle abitazioni portando con sé una bottiglietta d’acqua per potersi lavare. Di notte invece nei secchi della propria baracca. La doccia solo all’aperto e in strutture di legno improvvisate. Ogni migrante se vuole lavarsi deve prima andare a prendere dell’acqua (non potabile). Fare la fila ad uno dei pochi rubinetti, trasportare l’acqua nella propria baracca, scaldare l’acqua e poi, se non è occupata da qualcun altro, finalmente lavarsi in doccia. Tutta la baraccopoli è disseminata di allacci abusivi alla rete elettrica con cavi improvvisati su pali fatiscenti che spesso fanno scaturire incendi.
Per quanto riguarda il lavoro, tutti i migranti vengono selezionati da un caporale (capo nero). Al caporale vengono versati giornalmente 5€ a cui vanno aggiunti 50 centesimi a cassone e 400€ quando il migrante prende lo stipendio. Se non versa i 400€ non lavorerà più. Le aziende ai migranti che hanno un conto corrente versa lo stipendio sul conto. Quelli sprovvisti vengono pagati dal caporale a cui l’azienda ha affidato i soldi che a sua completa discrezione gli versa quello che crede e non può neanche ribellarsi perché altrimenti non lavorerà più. Il caporale è il collante, interfaccia tra azienda e migranti.
Per reggere la fatica delle lunghe e dure giornate di lavoro nei campi i braccianti africani utilizzano il Tramadolo (spesso nella versione pillola rossa Tamol XX), un farmaco di origine sintetica appartenente alla classe degli antidolorifici oppioidi. Il Tramandolo nella baraccopoli arriva tramite alcuni corrieri marocchini. Tagliato dal blister, viene venduto ad un prezzo che va dai 2,50€ a 3,50€ a pastiglia.
Se da una parte, tanto è stato fatto per debellare il fenomeno del caporalato e si continua disincentivando e scoraggiando queste pratiche che spesso hanno visto episodi di vera e propria schiavitù, c’è tanto ancora da fare. Solo da pochissimo, grazie al mio lavoro di inchiesta, è emerso l’utilizzo di sostanze per aumentare le performance lavorative. L’utilizzo del Tramadolo era pressoché sconosciuto ai media.
Davvero vogliamo un mondo dove l’ultimo della catena viene sottopagato, vessato dai caporali e per vincere la fatica deve doparsi? Per quanto ancora si può far finta di non vedere?

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