Campagna promozionale contro il lessico risicato dei politici

Quindi, riassumendo, quando vado al lavoro non devo dimenticare il passaporto sanitario, devo assolutamente esserne in possesso, mentre, quando vado in chiesa per la Santa Messa posso dimenticarlo, non esserne in possesso e neanche avere in un programma futuro di procurarmelo. Dice: perbacco e come mai? E’ la fede, ragazzo, la fede che ti protegge.

Fede a parte una regola messa su con autorità, autorevolezza e spirito da salvatori della patria, se subisce eccezioni, evidentemente è una presa in giro. Perché se la misura è adottata per evitare il contagio, rimane pacifico che una Santa Messa può diventare il veicolo migliore per una trasmissione capillare.

Ma poiché tutto sono tranne che pazzi, residua l’ipotesi più credibile, e cioè che il passaporto sanitario non serva a nulla. In Chiesa basta la mascherina. Quindi la mascherina è sufficiente per ogni luogo. Diversamente mi sentirei preso per i fondelli come quando mi rifilarono un pacco di sale doppio, spacciandomelo per l’ultimo ritrovato della tecnica telefonica.

Allora perché, per andare al lavoro, non tutti, sia chiaro, e qui altra eccezione macroscopica, è imposto il passaporto?

Dicevo delle altre eccezioni. Tribunale, sala delle udienze, il magistrato e i cancellieri vi accedono previa esibizione del passaporto sanitario, avvocati, testimoni e consulenti no. E poi fanno udienza allegramente assieme.

Esisteranno altre mille eccezioni, è chiaro, talché l’imposizione del passaporto per accedere al posto di lavoro suona sinistra. Sarà perché siamo i capofila nella campagna mondiale per le vaccinazioni?

Chissà!

Detto questo, secondo il risicato lessico televisivo in uso, cambiando discorso, ma poi neanche tanto, mi rendo umile promotore, capofila?, di una campagna per la promozione dell’uso delle parole meno usate e dell’ampliamento del vocabolario in dotazione al linguaggio dell’uomo medio, specie se pubblico. E pertanto, nella stagione degli uomini banausici, la cui icona è Draghi, stagione che coincide con quella del pensiero politico più mencio da Pericle in poi, nel registrare la totale mancanza di pace e di quiete perché le menti tornino finalmente a pensare, inauguro la mia personale campagna promozionale, indicando, a titolo di esempio le espressioni che andrebbero debellate dal lessico comune, anche in segno di una nuova stagione, quella delle teste pensanti e non quella del consenso bulgaro e del conformismo lessicale:

percorso

detto questo

al netto di

piuttosto che

nelle mie corde

scuola di pensiero

devo dire

assolutamente sì

assolutamente no

buona giornata.

All’inizio sembrerà difficilissimo, poi ci prenderete gusto.

Perché l’importante è “combattere senza pensiero delle ferite, lavorare senza cercare riposo” come diceva il caro Ignazio. Con questo cosa voglio dire? Non lo so, ma i fatti mi cosano.

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