Braia: Lucana Film Commission, per Busciolano it’s time to die

“Dire la verità per Busciolano vuol dire censura. Senza presidente del consiglio generale di LFC, infatti, presiede in maniera praticamente bulgara che auto convoca e auto approva la sua mozione. Via Stabile con il benestare (a meno di smentite) del Sindaco e dei componenti del direttivo e tutto per una lunga dichiarazione fatta dallo stesso su Repubblica sullo stato del cinema in Basilicata? Dopo trenta mesi si annulla praticamente un’agenzia che è stata in grado negli ultimi dieci anni di far diventare la Basilicata dal nulla, terra di cinema riconosciuta dal mondo. Le più grandi produzioni mondiali, è noto, hanno scelto Matera e la Basilicata per una bellezza riscoperta ma anche per la vivacità che la Lucana Film Commission ha dimostrato nelle variegate attività con cui ha sicuramente contribuito a far nascere e crescere un settore, oggi diventato realtà e capace di produrre centinaia di posti di lavoro anche per le maestranze locali, oltre che di generare promozione territoriale con ritorni straordinari e inimmaginabili solo qualche tempo fa, se pensiamo a quanti turisti hanno portato a Matera le sole produzioni di Wonder Woman, Sorelle, Imma Tataranni, James Bond e No Time to Die ecc. per non andare a ritroso fino a Pasolini, a Ben Hur, a The Passion.” Lo dichiara il Consigliere Regionale Luca Braia, capogruppo Italia Viva.

“Attendiamo per martedì prossimo in Consiglio Regionale una relazione del Presidente per chiarire tutta questa situazione e comprendere dove siano finiti gli annunci e le promesse sull’industria dell’audiovisivo e sul futuro del comparto. Il tema non è più quanti turisti attraiamo o quante produzioni riusciamo a convogliare in regione – prosegue Luca Braia – ma le opportunità che il cinema e l’audiovisivo trovino qui un centro nevralgico e un polo produttivo. Potremmo e lo abbiamo dimostrato, fornire alla cinematografia tutta, servizi di primo ordine e fondi specifici se non ci perdessimo tra le rivalità campanilistiche e nei vari inghippi gestionali sia a livello regionale che a livello cittadino, per Matera città dove anche all’Amministrazione comunale è richiesto impegno e risorse per la location principale e innegabile che è la città dei Sassi. In trenta mesi di governo regionale, invece, la triste realtà è che si è immobilizzato amministrativamente il Consiglio Direttivo del Presidente Paride Leporace e fatto in modo di renderlo impossibilitato a operare senza bilanci approvati per 2 anni consecutivi. Ora sono riusciti ad immobilizzare anche il Presidente Roberto Stabile, da loro eletto tra l’altro, un anno fa e oggi, apprendiamo, revocato dall’incarico solo per aver detto la verità in merito alla situazione critica di LFC su una testata nazionale. Un epilogo sconcertante, ancora una volta generato da una gestione patronale e dittatoriale della cosa pubblica,  in disprezzo dell’autonomia e delle professionalità coinvolte che provano solo a difendersi dicendo la sacrosanta verità in una intervista. I rapporti conflittuali nella maggioranza e le paranoie territoriali portano sempre più a un immobilismo amministrativo e contabile. Come accadde con Leporace, nemmeno adesso si riesce a mettere la LFC in condizioni di operare neppure con Stabile che è stato nominato e indicato direttamente da Lucia Bergonzoni della Lega, venuto gratuitamente a operate in Basilicata. Il censore Busciolano praticamente lo licenzia, senza neanche il rispetto delle regole democratiche a cui seguiranno certamente ricorsi legali insieme, questo è peggio, a una ulteriore perdita di dignità, di risorse economiche e soprattutto opportunità per la nostra terra di Basilicata. La produzione RAI della fiction tv Imma Tataranni attende ancora di essere pagata, pur avendo platealmente portato su Matera e per la nostra Basilicata oltre 5 milioni di telespettatori a puntata e relativa ricaduta sul territorio lucano alla scoperta dei luoghi dove sono ambientate le storie. Il rischio è che la produzione, delusa e ignorata da chi, per la Regione Basilicata, dovrebbe occuparsene, possa magari fare in futuro scelte diverse di location e trasferire il seguito altrove, a beneficio di chi saprà riconoscere e valorizzare cinema e tv. Abbiamo tutta una serie di campani atterrati in Basilicata – conclude Luca Braia – e forse per loro il problema appare inesistente non conoscendo e amando questa terra nella sua interezza, non vivendo le nostre realtà. Forse non sanno che per conquistare questo grande spazio di opportunità attraverso il cinema ci son voluti anni, tempo, dedizione, impegno, promozione e sinergie istituzionali. Tutto questo viene consapevolmente sprecato dal Presidente  Bardi, dalla sua maggioranza di centro destra e dal “colonnello” Busciolano, diventato ormai l’onnipotente che tutto sa e tutto può e tutto governa. La Basilicata è terra di cinema ma soprattutto libera, civile e democratica. Non ha bisogno né di colonizzatori, né di censori. Il Presidente Bardi e la sua maggiorana intervengano di conseguenza sulla questione,  altrimenti saranno stati, evidentemente, complici dell’accaduto.”

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radionoff
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