Braia alla Leopolda ’21: il Mezzogiorno e le periferie al centro per il futuro dell’Italia

“Riequilibrare l’Italia e costruire una società più equa per tornare competitivi in Europa e nel Mondo. Più opportunità ed efficienza, meno assistenza. Il Governo, è emerso dalle riflessioni del tavolo tematico, deve oggi costruire dei team di alta specializzazione che affianchino le regioni del Mezzogiorno per affrontare la sfida competitiva delle progettualità di sviluppo. Il capitale umano è decisivo sostenere il mezzogiorno nel medio  lungo termine, magari mutuando quanto fatto con il sistema museale con manager anche internazionali, utili a ridefinire mission ed efficacia. Sostegno alle attività in smart working per le aziende, a favore dei giovani del sud, con l’obiettivo di stimolare la permanenza o il ritorno a casa, nei luoghi di provenienza e contrastare l’emigrazione e lo spopolamento, ricostruendo presente e futuro”. Lo dichiara il Consigliere regionale Luca Braia, capogruppo Italia Viva.

“Ancora: prolungare e potenziare il credito d’imposta per investimenti e assunzioni nel Mezzogiorno – prosegue Braia riassumendo le proposte emerse dal tavolo e dal confronto – digitalizzare il patrimonio culturale delle nostre regioni del sud per la tutela e la valorizzazione di una fruizione dello stesso moderna, tecnologica e innovativa, per la promozione, la comunicazione, il turismo e non solo.  Magari realizzando una innovativa “infostruttura”, una piattaforma informatica evoluta per il monitoraggio statico e dinamico delle opere d’arte integrando i dati provenienti da suite sensoriali (anche satellitari) di nuova generazione, anche al fine di pianificare gli interventi di manutenzione straordinaria. Un piano speciale per rafforzare e sostenere i luoghi dove la cultura si genera: università, scuola, centri di ricerca, determinante il collegamento al mondo del lavoro per le  competenze legate ai nuovi profili professionali.  Rilancio del “Piano Periferie” messo in campo dal Governo Renzi, stimolare con la defiscalizzazione gli investimenti legati al riutilizzo e alla riqualificazione ad esempio di capannoni o edifici abbandonati da destinare a usi sociali. Immediata partenza delle ZES attraverso cui potenziare la logistica di porti e retroporti, eliminando il limite del de minimis per i sostegni previsti in queste aree. Nessun passo indietro sul bonus 110, da rendere strutturale con una proiezione decennale, e lasciando l’opportunità anche alle singole case che sono la maggioranza proprio nel mezzogiorno e nei nostri piccoli comuni  e nelle periferie d’Italia.  Attivare processi di formazione continua per la classe dirigente attuale e del prossimo futuro, con uno sguardo puntato al miglioramento della pubblica amministrazione, scuola compresa. Riproporre una cassa del Mezzogiorno 4.0 con un orizzonte di 10 anni per attuare la strategia di rilancio. Il Sud deve avere la forza di diventare autosufficiente sul tema dello smaltimento rifiuti e dell’energia. È arrivato il momento di ridurre definitivamente il gap tra il nord e le regioni mediterranee e di riportare le periferie al centro. Chiaramente, a questo scopo, grande deve essere l’attenzione al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) e alla nuova programmazione europea, dove il Mezzogiorno dovrà essere considerato area di primaria importanza per il perseguimento di una ripresa strutturale, sostenibile e durevole dell’economia nazionale. Il Mezzogiorno dovrà anche dimostrare con i fatti di saper utilizzare al meglio quel 40% delle risorse disponibili, pari a circa 82 miliardi di euro, che dovranno riguardare investimenti strutturali strategici e non dispersi in mille rivoli. La politica e la programmazione nazionale da concertare con quella regionale, devono garantire questo obiettivo”.

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radionoff
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