Basilicata. Il ruolo centrale della fisioterapia nell’Ssr

Riceviamo e pubblichiamo.

“Adottare le misure più opportune per far fronte alla situazione di difficoltà, oramai endemica, in cui versano le Strutture eroganti prestazioni di Fisioterapia”: è la pressante richiesta della Presidente dell’Aspat B., Antonia Losacco, al Presidente della Regione Vito Bardi, insieme alla sollecitazione a fissare un incontro specifico peraltro chiesto già da tempo. Alla oramai tradizionale “precarietà” dei tetti di spesa da assegnare annualmente a tutte le singole Strutture (che, puntualmente, da circa un lustro sono annullati dal Giudice amministrativo), la cui sostanziale assenza impedisce agli operatori del settore di programmare adeguatamente la propria attività – scrive Losacco nella lettera a Bardi, inviata anche all’assessore alla salute Leone e al direttore generale facente funzioni Esposito – si è aggiunta la nota emergenza epidemiologica da COVID-19 che, in realtà, ha solo contribuito ad aggravare uno scenario che oramai da anni si appalesa come patologico. È innegabile, infatti, che le risposte fornite da parte della Regione Basilicata alla crisi scaturente dalla pandemia sono risultate, oggettivamente, asimmetriche anche con riferimento alle singole branche componenti la macro-area della Specialistica ambulatoriale: infatti, le risorse e le misure concretamente disposte dalle DGR n. 717/2020 e n. 821/2021  non solo, non hanno compensato adeguatamente le notevoli perdite realizzatesi nella Fisioterapia, ma non hanno risolto neanche il fenomeno delle liste di attesa della fkt che si concretizza, come è noto, nel c.d. Extrabudget. Le osservazioni sono molteplici: si pensi all’allocazione delle risorse aggiuntive  che, per effetto degli ultimi provvedimenti regionali, non hanno neanche lambito le Strutture eroganti prestazioni di Fisioterapia Di certo, anche nel presente momento storico, la Fisioterapia non rappresenta un MINUS rispetto alle altre branche del settore della Specialistica Ambulatoriale:  laboratori di analisi o ambulatori e poliambulatori di diagnostica”.

Per la presidente Aspat B. “non può essere ignorata la centralità – nel Sistema sanitario nazionale – della Fisioterapia, le cui prestazioni, com’è noto, assicurano il conseguimento dei LEA e riflettono importanti riverberi sull’intero versante socio-sanitario. In tal senso, si pensi,  alla rilevanza degli interventi su soggetti portatori di situazioni di fragilità fisica, quali esiti di interventi chirurgici, esiti di traumi, o prestazioni di logopedia su bambini in età evolutiva, etc… . È evidente – continua Losacco – che, in punto di merito, non è sufficiente adottare misure meramente estemporanee e non precedute da una disamina concreta di tutte le complesse problematiche che connotano il Settore e che, con riferimento al metodo, la unilateralità, ovvero, l’assenza di un qualsivoglia previo confronto con gli operatori del Settore, non è in grado di generare risposte adeguate,  specie in un momento di crisi acuta quale quello attuale”.

Inoltre, “con riferimento al metodo”, ancora una volta, la presidente di Aspat B. rivolgendosi al Presidente Bardi, afferma che “non può non essere evidenziato che, recentemente, Lei stesso ha annunciato l’emanazione di provvedimenti regionali interloquendo pubblicamente, di fatto, con una sola Struttura, che certamente non rappresenta tutto l’articolato mondo delle strutture operanti sul territorio regionale, men che mai il mondo della fisioterapia. Si ritiene, tuttavia, che tutte le Strutture operanti sul territorio regionale meritino di sedere ai tavoli regionali e di essere destinatarie dirette di confronto e di comunicazioni di interesse, relative ai futuri assetti e disposizioni della Sanità regionale. Non è certamente superfluo ricordare la centralità e la strategicità, all’interno del SSR delle strutture eroganti le prestazioni di fkt, la cui dignità o professionalità risultano messe in discussione da misure non adeguate ed inidonee a garantirne, come per tutte le altre strutture, una pronta ripartenza”.

Nella lettera,  infine, la Presidente Aspat B. chiede di “poter affrontare presso le competenti sedi istituzionali tutte le tematiche sin qui affrontate che, come già evidenziato, non esauriscono certamente le tante problematiche che quotidianamente le Strutture sono costrette a fronteggiare, per coniugare le proprie esigenze imprenditoriali con la rilevanza pubblicistica delle prestazioni da erogare. Ciò al fine di delineare, una volta per tutte, un percorso virtuoso che consenta a tutte le Parti di questa vicenda, di riemergere non solo dalle secche dell’emergenza epidemiologica, ma più in generale, da anni di grande difficoltà per TUTTI gli operatori del settore”.

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