Avvocatura, una morte annunciata

Le sopravvenienze giudiziarie del Tribunale di Milano, in riferimento al contenzioso civile, per il 2021 hanno, pare, di poco superato i 50.000 fascicoli. Se si considera che gli avvocati sono circa 30.000, in media non sono arrivati a due procedimenti a testa. Numeri agghiaccianti per il circondario più produttivo del paese.

Figuriamoci altrove.

Il dato deve far riflettere. Perché delle due l’una: o la vita scorre su un binario di ritrovata legalità, di debiti onorati, di contratti non discussi e accettati pacificamente, di concordia civile e pace ecumenica, di lavoratori che lavorano, vengono pagati e giammai licenziati, oppure la giustizia è diventata territorio non più percorribile, dove i costi non pareggiano il servizio, e dove è inutile avventurarsi, anzi meglio starne alla larga. Un territorio ritenuto pericoloso, con la certezza che ormai non c’è fiducia nella giustizia e, in un paese che si ritiene civile, questa è una tragedia perché apre le porte a un futuro raccapricciante, fatto di giustizia fai da te o delegata a loschi sistemi.

A questo punto il numero degli avvocati è eccessivo, lo era già a contenzioso dieci volte superiore, figuriamoci ora. Un esercito di nuovi proletari è in arrivo; è silente, però, dignitoso, umiliato, frustrato. C’è chi tende al servizievole, per provare a fare la vita del passerotto, che si ciba delle molliche di scarto, chi tende all’orgoglioso, c’è chi tende alla rassegnazione. Un panorama triste del quale non si parla, vuoi per l’indifferenza generale, vuoi per la riservatezza di una categoria abituata ad altro e che oggi si sente non valere più niente. Una categoria massacrata dalla magistratura, dal legislatore e da se stessa, per i tanti cattivi esempi messi in evidenza e per la dubbia strategia politica professionale riuscita a mettere assieme negli ultimi decenni. Sarebbe l’ora che raccogliesse i cocci, si ripiegasse sui problemi, provando a tornare a offrire qualità, preparazione, abnegazione, trasparenza e quel comportamento cavalleresco perso con gli anni.

A meno che non si decida di farne a meno. Stracciando Costituzione, leggi e soprattutto i principi inderogabili della difesa. Trasformando gli avvocati in burocrati in perenne posizione supina se non prona, cosa che, peraltro, già affiora sensibilmente.

Siamo al momento del testamento professionale? Probabile, solo che lasciamo solo ruderi.

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Luciano Petrullo
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