Assessore benchè dimesso, praticamente un eroe

Il concetto di dimissioni non dovrebbe comportare interpretazioni particolari. Se mi dimetto da un incarico significa che mi alzo, ringrazio, saluto e me ne vado definitivamente. Non so se a qualcuno risulti qualche altra cosa, ma ne dubito, quindi oltre ad avere la certezza di essere, do per scontato che con le dimissioni si cessa da qualche cosa. Bene, se poi le dimissioni sono irreversibili, significa che anche se mi viene richiesto di ritirarle, è già deciso che non le ritirerò.

A posto? A posto.

In regione Basilicata dimettersi, anche irrevocabilmente, significa altro.

E che volete, noi siamo fatti così!

Ma proviamo a capire cosa significhi dimettersi irrevocabilmente in Basilicata.

Significa esattamente che, tipo io, per esempio assessore al ramo, a un certo punto prendo carta e penna e scrivo “signori, è stato bello, anche se faticoso, se vogliamo anche entusiasmante, ma non posso continuare, mi dispiace ma mi dimetto. E aggiungo anche un perentorio irrevocabilmente, tante di quelle volte voleste provare a trattenermi.” A questo punto si prende lo scritto e lo si invia a tutto il mondo, isole comprese, perché sia chiaro che, nonevèro, per mille balene, mi sono dimesso. Indi si fa finta di niente e si continua a permanere nell’incarico, perché si tratta di dimissioni liquide, che esauriscono la loro effettività nella dichiarazione, come un petardo nel rumore.

Va da sé che dopo essersi dimesso l’incarico vale doppio, la funzione si accresce di autorevolezza perché il dimissionario, benché appunto dimesso, deve continuare a lavorare, a svolgere la funzione. Residua solo un dubbio, se cioè con le dimissioni, dato per scontato che l’incarico continua a permanere sulle oberate spalle del dimissionario, cessi il diritto alla indennità o meno. Noi, poveri mortali, non possiamo saperlo. Ma ce lo potrebbe dire l’eroe dimissionario che continua a lavorare indefessamente, se possibile più di prima. Io ritengo, però, che gli tocchi un indennizzo doppio, perché voglio voi a dimettervi ed essere costretti a lavorare. Residua, infine, il dubbio se debba continuarsi a chiamarlo assessore o meno. Opterei per un laconico “assessore benché dimesso” con tanto di acronimo ABD.

E ora imparate. C’è chi non si dimette mai per paura di perdere uva, acino e panaro; ebbene da noi, no, perché chi si dimette è assessore per sempre.

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