Arpab nella bufera e Tisci nel vortice del ciclone

Agli occhi dei più apparivano come la solita debacle, all’indomani della morte di Gino Strada, i vari infelici post sul profilo facebook del direttore dell’Arpa di Basilicata, Antonio Tisci, contro il fondatore di Emergency. Prima le affermazioni scritte sui social che hanno suscitato l’indignazione di quasi tutti (lo dimostrano le varie raccolte delle firme online per rimuoverlo dalla dirigenza dell’Agenzia per l’ambiente che non si sono fermate neppure con la minaccia del Dg di dare avvio alle querele) e poi un inevitabile passo indietro per giunta da una persona di destra. Non a caso milita in Fratelli d’Italia e deve la sua nomina al mentore-assessore regionale al ramo che “appartiene” al medesimo partito e si trova in giunta senza né essere stato eletto né essere un tecnico. Non deve essere stata una cosa semplice, abituato ai vari motti “andremo contro chiunque, di qualunque colore, tentasse di traversarci la strada”, “è meglio vivere un giorno da leone, che cento anni da pecora” o ancora “me ne frego”, dover dire che forse era meglio stare zitti in quella circostanza. Quindi non scuse seppure formali, ma una frase, per mettere al riparo la sua nomina, politicamente scorretta. Intanto quando le acque si sono chetate, almeno in apparenza, sono scoppiati i “bubboni”. In prima linea la Cgil Fp che ha chiesto alla Regione l’accesso agli atti sulla nomina di Tisci ed è risultato che Tisci nel curriculum può vantare di essere un avvocato e risulta che lo stesso abbia indicato di aver maturato l’esperienza gestionale e manageriale in aziende operati nel settore immobiliare e nel settore editoriale (in veste di cosa? Di autore di scritti su un giornale esprimendo il libero pensiero che possono fare tutti i cittadini italiani?) e non nel settore ambientale. Dubbi, da parte del sindacato, sono stati esposti anche rispetto all’interpretazione del bando da parte della Regione Basilicata in ordine ai requisiti di elevata professionalità ed esperienza nel settore ambientale, comprovata dall’aver espletato attività professionale con riferimento alla normativa di settore anche in campo scientifico. Competenze che a quanto pare il giurista non possiede, leggendo il curriculum vitae chiesto dalla Cgil-Fp. “Dal curriculum è palese che Antonio Tisci – scrive in una nota il sindacato – non abbia mai operato professionalmente nel settore come descritto dalla legge (numero 132 del 2016), bensì può vantare solo esperienze professionali esterne al settore, dichiarando competenze di diritto penale ambientale ed esercizio della professione forense in tale disciplina. Auspichiamo si faccia chiarezza quanto prima – commenta la segretaria generale Fp Cgil Potenza, Giuliana Scarano – nel rispetto del ruolo fondamentale che l’agenzia per la tutela dell’ambiente esercita in Basilicata, dove le varie questioni afferenti al settore richiedono massima trasparenza, a partire proprio dalla nomina di chi è chiamato a svolgere una funzione direzionale per un ente così cruciale per il territorio”. E la Fp Cgil di Potenza ha inviato un esposto alla Corte dei Conti e alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Potenza per chiedere di fare chiarezza sulla legittimità della nomina di Antonio Tisci a direttore generale dell’Agenzia regionale per la protezione ambientale della Basilicata, avvenuta con decreto del presidente della giunta regionale numero 139 del 17 settembre 2020. È stato richiesto di valutare se l’attuale direttore generale dell’Arpab sia in possesso di alcuni requisiti specifici di ammissione e in particolar modo della richiesta di elevata professionalità ed esperienza nel settore ambientale, ai sensi dell’articolo 8 della legge numero 132 del 2016, comprovata dall’avere acquisito capacità di autonomia gestionale, manageriale con responsabilità di risorse umane, strumentali e finanziarie. A tutto questo si aggiunge un altro “callo” da estirpare o “levigare” alimentato da forti sospetti nutriti dalla Procura della Repubblica di Potenza e dagli uomini della Squadra Mobile della Questura di Potenza su una possibile fuga di notizie alla vigilia del primo concorso pubblico espletato durante il governo di centrodestra alla Regione Basilicata. Doveva essere il governo del “cambiamento” ma appare in piena continuità con i governi precedenti: da Verrastro in poi. Eppure Tisci ebbe a dire: “Io personalmente ho assunto in Arpab solo tramite concorso pubblico” E qui casca l’asino altrimenti non si spiegano i sospetti della magistratura e delle forze dell’ordine. La prova? In una lettera pubblicata dalla Nuova, contrariamente a ciò che le norme impongono in occasione di un concorso pubblico, i vertici dell’Arpab non solo erano stati messi al corrente delle domande predisposte dalla società esterna “Ales Srl” di Cagliari, la quale avrebbe dovuto operare in assoluta segretezza e autonomia ma addirittura ne avevano condiviso i contenuti… cosa davvero grave! Alla luce di quanto emerso sia Tisci che il responsabile del procedimento, Claudio Dresda, conoscevano le risposte giuste che i candidati avrebbero dovuto dare durante le interrogazioni dalle postazioni online (da remoto), molti giorni prima dell’inizio delle prove di esame. La lettera di Tisci è datata 11 febbraio 2021, cioè 12 prima della convocazione dei candidati, In aggiunta a tutto sia la mattina che durante il pomeriggio sarebbero state propinate sempre le stesse domande. Nella lettera alla “Ales Srl”, e per conoscenza a Dresda, il Dg dell’Arpab scrive: “Facendo seguito all’intercorsa corrispondenza ed ai recenti colloqui telefonici nel rappresentare la piena corrispondenza contenutistica tra i quiz di cui all’atto deliberativo n. 92/20, si esprime positivo riscontro all’ulteriore preventivo di spesa inviato a mezzo mail in data 28/1/21 ed afferente ai maggiori costi da Voi sostenuti e non previsti, per l’esecuzione da “remoto” delle prefate procedure preselettive”. In altre parole: grazie per aver concordato con noi le domande. E siccome siete stati collaborativi, vi diamo anche un premio di produzione, per il maggior lavoro svolto, a causa della pandemia da Sars-CoV-2. Radionoff è pronta a ricevere una dichiarazione del Dg dell’Arpab, nonché avvocato, per chiarire la vicenda dimostrando ciò che si vantava di dire: “Io personalmente ho assunto in Arpab solo tramite concorso pubblico”. Se il concorso ha seguito questo percorso, a volte dicendo qualcosa di sbagliato ci si azzecca. La parola passa ora al sostituto procuratore della Repubblica di Potenza, dott.ssa Chiara Guerriero, titolare delle indagini affidate alla Squadra Mobile della Questura di Potenza. Torno a ribadire che la “catena” dall’istituzione delle Regione Basilicata finora non è mai stata spezzata. Però a onor del vero un “cambiamento” c’è stato: sono mutati i deretani che siedono sulle poltrone del governo regionale ma l’indirizzo continua a essere sempre lo stesso! Dulcis in fundo non poteva mancare la solita, desueta e classica affermazione sotto i post del Dg. Antonio Tisci, direttore generale dell’Arpab: “Partecipazione, efficienza e legalità. L’unica cultura che conosco è quella delle idee che diventano azioni”. Azioni che chissà dove lo condurranno. Un’idea non manca…! E come recitava un vecchio slogan pubblicitario (cambio solo il nome): “Bardiiiii pensaci tuuuuu!”.

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